Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <237>
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 237
truppe, raggiunto a Fondi dal conte Spaur, Ministro di Baviera; e l'am­basciatore spagnuolo ha messo a disposizione del papa la flotta ohe è nel porto di Gaeta. Ma le truppe napoletane sono immobili a Vellctri in attesa e la fiotta spagnuola è stata richiamata a Barcellona, mentre mone. Angelini e Palomba, comandante generale la piazza di Civitavecchia, non sono stati né meno ricevuti dal generale francese, né è stata riconosciuta la loro carica*
Di fatto il principe Cariati ha notizia da Parigi che il governo si è dichia­rato contrario ad una collaborazione napoletana e manderà rinforzi di truppa a Oudinot, ohe vuole agire da solo nella questione romana, checché si affanni a negare il de Rayneval.J)
Di più, Oudinot ha dichiarato che la sua patria non interviene come l'Au­stria nel 1831, che essa chiede l'amore e non Podio,2) che non si poteva an­cora parlare di autorità papale e che la Francia, rivendicato l'onore delle sue armi, renderà al papa il suo Stato, se osserverà le condizioni imposte dalla Francia .
Per un buon mese la conferenza lascia la parola alle armi e pare che stia spegnendosi, mancando allo scopo assegnatole, ormai sorpassato.
In realtà essa è il pretesto perchè il consiglio del gabinetto viennese sia non solo costantemente, ma ufficialmente, presente nel governo del papa fuggitivo. E sostenga e diriga il tentennante granduca, preparandolo al ritorno in Toscana, col suggerirgli minutamente atti e parole, sia verso i Toscani e la loro delegazione, sia verso la sdegnata corte viennese.3)
Il granduca e Pio IX, molto simili nel temperamento, hanno trovato a Gaeta sollievo reciproco nelle confidenze, ma anche uguale appoggio e pro­tezione nella somigliante posizione, nella salda direzione della cancelleria viennese attraverso l'Esterhàzy.
Interessa anche cogliere traccia, di riflesso, delle perplessità del ponte­fice dinanzi al suggerimento francese dipartire da Gaeta: Francia o Germania? Lo Schwarzenberg si affretta ad opporvisi, appena ne ha segnalazione da Pa­rigi: in un messaggio cifrato all'Esterhàzy raccomanda di combattere questo progetto papale par tous les argumens più efficaci a stornare sia il papa che il suo ministro dal viaggio. Si fa leva probabilmente sulla vecchia inten­zione di Fio IX, già confidata al CorboliBussi: lasciare i destini d'Italia e del proprio Stato nella mani della Provvidenza e recarsi prima in Francia e poi in Germania, per restaurarvi il principio religioso in declino.
Questo disegno che implica la rinuncia all'azione e rivela il suo sbigot­timento e la sua perplessità, è, a detta del Corboli, consono all'indole di lui. Ma su tale disegno si veglia dalla Hofburg e bisogna riconoscere che le osser­vazioni che vengono di là non mancano né di finezza psicologica, né di senso pratico. Qualunque idea, il cancelliere asserisce, per bizzarra che sia, trova in Francia dei sostenitori convinti, purché sia tale da solleticare l'orgoglio
j A. S. W., Napoli - XI - 4.
2) Tale era stata la dichiarazione del generale a Rusconi e a Pcscontini nelle trattative di Civitavecchia, ehe avevano lusingato anche Armellini, cosi da esporle all'assemblea, che le fischiò, e a Saffi . La Repubblica Veneta r.U loc. 567
3) Esterhazy da Gaeta tiene frequente corrispondenza col Bruck, plenipotenziario per la pace con la Sardegna; lo informa anche della condotta del granduca, del suo rapido mutarsi all'influsso dei suoi consigli e del suo malcelato disprezzo e dell'esemplo papale. Cfr. A, Fnjpozsa, ha pace di Milano, Roma, 1956 p. 140