Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <244>
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Maria Cesiti Drudi
Pio IX, in uno dei colloqui privati coi plenipotenziari francesi, di cui tiene minutamente informato quello austriaco, ha dichiarato che al suo ri" torno a Roma ristabilirebbe la Consulta modificata, con poteri deliberativi sulle finanze e consultivi in tutti gli altri campi, ma sottoposta alla presidenza del cardinal segretario. Prometteva sì anche la secolarizzazione degli impie­ghi, ma a sua esclusiva scelta; le più elevate cariche all'alto clero, come, in una monarchia militare, sono riservate agli alti ufficiali.
La labilità della decisione papale si rivela ancora una volta in tale oc* casione: quando il de Rayneval gli aveva sottoposto le conclusioni di questo colloquio, raccolte in un rapporto, Pio IX si era subito adombrato, s'era sen­tito impegnato alla riproposizione dello Statuto sconfessato ed era arrivato ad esigere che il de Rayneval cancellasse le frasi che gli sembravano compro­mettenti. Aggiungeva che ormai a Roma l'esistenza di uno Stato a regime parlamentare si dimostrava incompatibile col potere spirituale.
Come sempre, anche questa volta, il papa cedeva alle suggestioni più re­centi, che annullavano le persuasioni del de Rayneval. In questo caso erano perorazioni ancora francesi, ma da tutt'altra fonte: il partito cattolico e Mole, l'amico di Bonaparte, attraverso l'arcivescovo di Besancon, che indi­rizza le sue esortazioni a mezzo del Nunzio a Napoli, di resistenza a oltranza, senza timori di complicazioni di guerra generale. L) Perchè la minaccia che il de Rayneval ha fatto balenare a Sua Santità anche se da questi sdegnosa­mente respinta, ha fatto più larga breccia sui timori del papa, che invoca ancora una volta dal principe Schwarzenberg un'attitudine ferma ma conci­liativa per sventare la guerra europea.
D mese di maggio si chiude mentre si apre l'ottava seduta della confe­renza e mentre arriva il rinforzo della truppa spagnuola, quattro mila uomini; ma Martinez non può precisare quale sarà la loro cooperazione all'assedio di Roma.
Sia l'arrivo dei soldati spagnuoli che il loro prossimo impiego non preoc­cupa i diplomatici di Gaeta. Piuttosto la presenza e l'opera di Lesscps si ri­flettono sui lavori della conferenza e offrono occasione di perplessa discussione. Il de Rayneval assicura che il Lesseps trattava per ottenere dai triumviri una resa pacifica della città, ad evitare più grave spargimento di sangue, e i documenti e i testimoni lo confermano, ma a titolo assolutamente personale e senza alcuna intesa coi plenipotenziari autorizzati. E ciò non può essere altrettanto confermato.
All'Esterhàzy il rappresentante francese confida che il Lesseps ha agito di propria iniziativa e contravvenendo direttamente alla lettera e allo spi­rito delle istruzioni ricevute (dunque il de Rayneval le conosceva ?); che al quartier generale francese si è indignati e si fa colpa a Oudinot della sua troppa condiscendenza verso il Lesseps. Assicura di averlo rimproverato personalmente e d'essersene lagnato col proprio governo, il quale per ciò lo ha richiamato telegraficamente.
Ma l'Oudinot mena ugual vanto. Può perfino leggere all'inviato austriaco molte lettere di Drouin de Lliuys, che sconfessa nella maniera più completa e corretta l'inqualificabile condotta del diplomatico .
1) A. S. W.t P. K. Rome 92 - Franco. Rapporta, 31.