Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <245>
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Contributi alla Moria della conferenza di Gaeta 245
Eppure egli ebbe un mandato regolare o segreto e istruzioni dal Drouyn stesso l'8 maggio. Può darsi che l'Accursi, col quale parte da Parigi e arriva a Roma, abbia sollecitato questo intervento, in cui probabilmente egli sor­passò i limiti imposti alle sue trattative, ma in realtà fu il capro espiatorio, perfino tacciato di follia, d'una brusca virata politica, per cui la Erancia rientra nell'orbita tracciata dall'Austria, *) dopo questa prova ridicola . Di fatto il Drouyn rinnega al Consiglio di stato le proprie istruzioni, am­pliandole sul testo primo.
Però, involontariamente forse, l'Hiibner stesso rende giustizia al Lesseps, che conosce in casa Falloux dopo l'episodio romano, non pazzo, come il governo vuol far credere, ma soltanto un agente del partito del disordine . Tanto che continua ad esprimere la propria ammirazione per Mazzini, per la calma e l'ordine che regnano in Roma repubblicana e afferma che l'errore della Francia a non difendere la repubblica romana è causato dall'ansia che le truppe francesi non riescano ad entrare in Roma prima di quelle austriache.
Di fatto, Oudinot, che sperava nelle trattative di Lesseps per affrettare il suo ingresso, pacifico in tal caso, nella città eterna, riceve dal suo governo, se pure egli stesso non lo sollecita, l'ordine di definire al più presto la que­stione romana. U maldestro governo parigino, sdoppiando la propria azione come al solito, Barrot e Bonaparte all'insaputa di Drouyn, aveva giocata l'ultima carta per far accogliere pacificamente i repubblicani francesi dai repubblicani romani e giustificare davanti al paese l'intervento.
Tanto vero che Tocqueville, raccogliendo l'eredità dell'ambiguo affare, sente l'urgenza di concluderlo al più presto e invocherà l'intromissione viennese per convincere il Santo Padre all'istituzione della Consulta e di tutte quelle forme liberali, che darebbero una ragione alla spedizione. Mole stesso, con­scio dell'imppolarità del risultato, proporrà all'Hiibner l'evacuazione simul­tanea di Francesi e Austriaci dal territorio pontificio, sostituendoli con truppa spaglinola e napoletana. E infine Tocqueville 19 giugno incarica il gene­rale Oudinot di provocare in Roma una manifestazione in favore del papa, perchè la restaurazione appaia dovuta alla libera decisione del popolo e la repubblica francese possa cancellare dinanzi all'opinione pubblica il delitto di aver ucciso la repubblica romana a colpi di cannone.
Tutto ciò spiega il deferimento del povero Lesseps, che si è rifiutato di tacere ed ha anzi ampiamente illustrato l'episodio sui giornali di sinistra, al Consiglio di Stato. Ed è l'unica voce che testimoni un interesse alla volontà romana, di cui nessuno, alla tavola della conferenza, tiene il minimo conto. Il caso Lesseps non si ripeterà più. Quando il de Corcelle deputato cat­tolico, sarà nominato a sostituirlo (era già stato in missione a Roma, di carattere religioso , nel novembre '48, incaricato da Bastide di proteggere il papa e offrirgli asilo temporaneo in Francia, ma astenendosi da qualunque ingerenza politica), Falloux gli darà istruzioni verbali, in presenza del nun­zio, ripetendogli che la Francia, nella restaurazione papale, ha uno scopo puramente religioso.
Dell'instabilità dell'indirizzo di Drouyn, del gioco parlamentate e diplo­matico diviso e discorde, dell'equivoco che perdura a imbarazzare anche il
1) A- S. W., France 31 - Rapporta.