Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
anno
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1958
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Maria Cessi Drudi
governo Tocqueville dinanzi all'opinione pubblica, sulla spinosa questione romana, il cancelliere impecialo ha sensazione nettissima. Suppone (anzi il Golloredo da Londra glielo assicura formalmente) che a sospingere e a sostenere l'azione francese a Roma si muova la mala volontà di Lord Palmcrston, desideroso di neutralizzare nella penisola italiana l'influenza austriaca in tutti ì modi, quantunque il primo ministro britannico abbia dichiarato che non vuole entrare nella questione romana, cattolica, ma interessante l'equilibrio europeo ed egli la tratta con aperto distacco, prodigando consigli liberali.
Tutto ciò conforta il principe a persistere nel suo diniego alla richiesta papale di far arrivare le truppe austriache sotto le mura di Roma, Appunto perchè il contegno della Francia ha allargato fino alla più. spiccata evidenza il solco che divide le potenze soccorritrici, sarebbe infantile illudersi che lo sventolio della bandiera austriaca sulle mura di Roma di fronte a quella francese potesse compiere il miracolo d'un accordo. È qui evidente che il cancelliere non intende partecipare né meno al papa l'accordo intercorso a Parigi. Sa troppo bene il governo austriaco come siano considerati reazionari i suoi soldati e quanto più vigore accrescerebbe, a dir poco, la loro presenza alle simpatie francoromane. Sua Santità dimentica d'aver in sua mano le sole armi veramente potenti: quelle morali. Su una base di ferma resistenza passiva a qualunque insinuazione di politica liberale, il papa potrà aggiungere la denuncia di tale violenza a tutto il mondo civile. Ed ancora, dal punto di vista cattolico: Rome est là où est le Pape e quindi qualunque luogo degli Stati pontifici, ove la sua autorità sia riconosciuta, sarà adatto a ospitarlo come sovrano. Ma il papa, col suo carattere fanciullescamente insofferente, insiste: vuole una soluzione rapida, che tronchi i troppi indugi. E questo non perchè si preoccupi delle condizioni della popolazione romana, che pur pareva essergli tanto cara, quando, osannando ad ogni concessione, riusciva a strappargliene dell'altre e delle cui sofferenze non fa parola, ma soltanto di salvare la pericolante sovranità temporale.
Lo Schwarzenberg sinceramente prospetta tutta la complessità della Situazione austriaca, politica e militare (Ungheria, Germania, Sardegna), che non permette all'Austria di sorpassare la linea di Ancona per aller au de là , e consiglia calma e pazienza. Qu'il sache se résigner à laisser aux évé-nemens le tema d'arriver à par fa ite mat urite . Che frattanto si occupi a riorganizzare le provincie rioccupate, restaurando l'ordine, la pace e quelle misure giuste e illuminate che saranno la miglior propaganda verso Roma stessa.
L'ombra di impazienza che traspare da tali consigli, improntati perfino a un relativo illuminismo riformatore, se non, piuttosto, a semplice buon senso bisogna convenirne prende più solida sostanza nella lettera particu-lière che il giorno stesso H cancelliere detta per il suo rappresentante a Gaeta. ') Sua Santità sembra aver dimenticato quel tempo, così prossimo, in cui dichiarava che si sarebbe rinchiuso da sé in Castel S. Angelo o in un convento prima di vedere un, solo soldato straniero, e soprattutto austriaco, posare i piedi sul suolo della sua patria. Adesso Sua Santità vorrebbe affol
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