Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
anno
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1958
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pagina
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250
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2Ó Maria tièssi ùrttél
pour enipècher le ri-tour d'arieiens al>us et pour satisfairé les voeux Iégitimes des populations. Ne laissez passer anemie oocasion d?appuyér avec force sur ces véiités, dont il faut se pénétrcr à Gacte sous peine de compromcttre, peut-étre sans rétour, la cause, au triomphe de la quelle nous avons voués nos efforts . *>
Ecco fin dove può arrivare la concezione liberale del cancelliere imperiale, eliminare gli abusi e soddisfare i voti legittimi dei popoli. Precisa la prima frase; elastica, per non dire ambigua, la seconda. Fino a quale livello considera legittime le aspirazioni e i bisogni dei popoli ? Piano, con tatto éf con metodo, egli viene suggerendolo a Pio IX, o meglio al card. Antonelli, fido all'Austria per convinzione , che dal canto suo lo apprezza: perfettamente corretto nei principi, giusto di spirito per natura, pieno d'attività, perspicace, pieno di tatto politico, benché giovane .
Una volta caduta Roma, al papa il compito si presenta arduo fra piaghe e rovine. La dolorosa esperienza del suo passato sia in armonia coi veri bisogni dei suoi sudditi (non sembra aver molta fiducia sull'apprezzamento papale dei veri bisogni e le legittime aspirazioni), il primo dei quali è l'ordine e l'autorità fortemente costituita, in cui potranno svilupparsi gradatamente le libertà pubbliche, nella religione, nelle leggi, nella disciplina.
Il programma, teoricamente, è liberale: una buona volontà potrebbe vedervi la realizzazione delle istituzioni costituzionali, che Lord Palmerstou insiste a domandare, non meno di Tocqueville, il quale ha anche bisogno di ammansire l'opinione pubblica francese non favorevole alla restaurazione papale. Ma Schwarzenberg aggiunge: raddoppiare di vigilanza, riunendo sforzi e consigli nella più stretta solidarietà dei governi contro i sussulti della fazione, divisa sì, ma non spenta e pronta a riaccendere i fuochi dell'anarchia.
Anzi, il pontefice deve essere il capo e il promotore di tale lotta, nella sua qualità de dépositaire et d'interprete des verités fondamentales qui font vivre et prospérer les corps politiques . Sembrano le parole del suo maestro, il Mettermeli. Ma l'incontestabile genialità del vecchio statista aveva avuto una visione sociale delle esigenze nuove, senza poter visi adeguare, giunto ormai al limite della sua lunga operosità, se non rinnegandola intera. Lo scolaro è convinto di fronteggiare e risolvere la situazione con sorvegliate riforme, che gli permettano di tenerla in pugno, con rigidità di soldato; certo memore del lavoro svolto a fianco di Radctzky in Alta Italia, nell'anno fatale.
Si incolpa il governo parigino di indulgere agli umori del paese e dell'Assemblea per calcoli parlamentari, tentennando nella linea di condotta; si grida l'anatema a Palmcrston che, in odio all'Austria, ne ignora le vittorie in Italia, aiuta sottomano i ribelli e i fuggiaschi, vuol straniarsi dalla questione romana perchè cattolica, mentre suggerisce le riforme liberali a Roma; ma qualcosa si ammette. E non solo in frasi generiche.
Pio IX, mentre ha scritto al card. Dupont di non ammettere alcuna riforma nei suoi Stati, eccetto l'intromissione di qualche laico nella direzione degli affari, ha promesso ai plenipotenziari francesi di affidare alla Consulta diritto deliberativo in tema di finanze. Può essere un reale miglioramento
1) A. S. V., P. K. Rome - Varia XI - 202.