Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
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1958
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Maria Cessi Drudi
affermando la necessità della divisione del potere temporale del papa da quello spirituale.
Il pretesto, d'indole strettamente religiosa, dietro cui ora il pontefice si ritrae per mascherare la mancata promessa, è certo, per i Francesi, una chiara riprova della necessità della separazione richiesta: il papa vedrà sempre nelle riforme politiche pericoli religiosi; userà sempre il sentimento religioso come mezzo di governo, come coercizione ai suoi sudditi ad accettare rassegnatamente e magari lietamente una forma assoluta.
Il ministro Falloux, conchiudendo il dibattito sollevato da Arnaud, toglie d'imbarazzo Tocqueville, che, suggestionato dai rapporti amari del de Corcelle, si era lasciato andare ad ammissioni ambigue, e dichiara che unico scopo del governo era di ristabilire a Roma il Santo Padre e l'ordine. L'intervento deve assicurare la legittima influenza francese in. Italia e garantire la popolazione romana contro il ritorno degli antichi abusi. I capi dell'insurrezione sono gli unici responsabili di tutte le disgrazie. La Francia si affida alla liberalità di Pio IX per garantire istituzioni liberali, ma non, permetterà mai che la sua spedizione si conchiuda con una restaurazione reazionaria.l)
La conferenza, fra l'alta e bassa marea di tanti contrasti, prosegue: nella tredicesima seduta Martinez ha presentato un. suo Memorandum proponente la neutralità perpetua della Santa Sede garantita da tutte le altre potenze europee, ma addita necessario alla restaurazione papale un miglioramento amministrativo, quale suggerito già nel 1831 dalle grandi potenze. Si dice sicuro che la neutralità dello Stato pontificio, mantenendo lo status quo territoriale, come la Svizzera o il Belgio, garantirebbe la pace non. solo europea, ma universale, cattolica, spuntando Parma della guerra al partito nazionale italiano.
Riferendone, l'Esterhàzy osserva con una certa ironia che tale neutralità è troppo poco definita e da Vienna si aggiunge che potrebbe essere buon pretesto a ingerirsi negli affari interni pontifici per quella potenza che pur riconoscendo la neutralità della Santa Sede, non si sottomettesse alla sua autorità spirituale. E qui l'allusione all'odiatissimo e temuto Palmerston è evidente.
Il Palmerston invece, a dire del Van der Weyer,2) trovò superflua la dichiarazione di neutralità pontificia, Stato che non fa gola a nessuna grande potenza e non corre alcun pericolo. D'altronde, la dichiarata neutralità pontificia nella guerra contro l'Austria ha ostacolato ì sudditi papali dal prendervi parte ? Anzi, essa è stata buon pretesto ai demagoghi per presentare come il massimo ostacolo all'indipendenza d'Italia proprio il potere temporale. Tanto che Mazzini scrive in un giornale londinese, che l'abolizione del potere temporale emanciperebbe gli animi da quello spirituale. Non v'è dubbio che questa è la strada del dispotismo brutale del socialismo . Per ciò la conferenza aderisca alla prima parte del Memorandum che mira a far riconoscere il potere temporale del papa come una base del diritto pubblico europeo e prepari una relazione delle quattro potenze che assicurino il loro appoggio materiale e morale in questo senso. Ma da pubblicarsi dopo l'attuazione delle promesse riforme, alla quale il cancelliere pare non prestare eccessiva fede, con tale cautelosa riserva.
i) A. S. W., Franse 31 - Rapporta. 2) Cr. A. SIMON, art. cit.