Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <258>
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258 Maria Cessi Drudi
prattutto lo lamenta il duca di Rigrumo, ini imo del ministero francese, clic ili Roma stessa fa propaganda per la separazione dei due poteri ed è considerato in Francia liberale sì, ma dei più moderati.
L'Esterhàzy. seguendo l'esempio dell'odio sprezzante del principe pia* Lord Palmerston, fa risalire la colpa maggiore della mutevole politica fran­cese appunto al malo influsso del primo ministro inglese, che crede d'essere l'arbitro dell'Europa . ed è, con la frase del Thiers. l'uomo più odiato d'Europa , pur ammettendo la suggestione delle informazioni romane e la preoccupazione d'una situazione interna, ch'egli stesso definisce pietosa .
Un altro episodio clamoroso, e inutile, può caratterizzare questa penosa altalena di lotta per strappare le concessioni di base al restaurando governo papale e la resistenza sorda degli ecclesiastici governanti; lotta che esprime l'indirizzo del popolo e del parlamento francese, cui viene a mancare il valido sostegno del governo.
Dopo la conclusione della conferenza sul voto deliberativo* i plenipo­tenziari francesi indirizzavano a nome del proprio governo una nota a quello pontificio, protestando contro il progetto papale, contrario all'aspettativa francese, e proclamando il diritto incontestabile di ogni potenza intervenuta con le proprie forze militari in uno Stato, di esercitare un'azione decisiva negli affari interni di questo. La protesta, naturalmente, riserva alla Francia, ehc sola ha mosso le proprie forze, un ruolo preponderante fra le nazioni cat­toliche accorse: essa è la cattolicissima. (In questa nota, la conclusione, che si vuole attribuire al de Corcclle, è una esaltazione della Chiesa, che consacra col proprio atteggiamento, il principio rivoluzionario).
L'Antonelli nell'atto stesso che, aiutato dal diplomatico austriaco, tenta di indurre il de Rayneval a modifiche essenziali nella propria nota, prepara una Notificazione, che istituisce in Roma una Commissione per i processi e ne dà notizia al de Rayneval, nel momento in cui sta per recarsi a Roma dal generale Rostolan, succeduto all'Oudinot.
Sconcertato e indignato, il plenipotenziario francese ha una violenta reazione dinanzi ai tre cardinali, cui minaccia la pubblicità e lo scandalo.
Di rimando i tre cardinali del triumvirato minacciano di lasciare Roma, rifiutando ritiro o modifica della Notificazione e rilevando che, infine, egli non ha altra veste che quella di plenipotenziario alla con­ferenza.
II de Rayneval deve accontentarsi della promessa, verbale, da parte dei cardinali che la Commissione giudicherà solo i delitti comuni, mentre le autorità francesi espelleranno i responsabili politici. '*
L'umiliante incidente è avvenuto proprio mentre scoppia la bomba della lettera presidenziale al gcn. Ney, inviato per richiamare Oudtnot, riluttante. La pubblicazione della famosa missiva dì Luigi Bonapartc, avvenuta, mal­grado il divieto di Rostolan, in l'orma quasi clandestina, su fogli volanti e non sui giornali, ha scatenato non solo tumulti di piazza e perfino le dimis­sioni del generale, che, offeso urla al Ney che se ne infischia di lui, delle let­tere che riceve e (<'Yimprudente che le scrive; ma forti risentimenti fra i cardinali sia del seguito papale, aia della Commissione a Roma e, per contrac-
*) Per la resmurazionc pontificia, l'iunnìstio ecc. riinnnd" iilPcmiuricnte saggio di; A. M.
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