Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
anno
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1958
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pagina
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261
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 261
Il gabinetto francese sembra colto di sorpresa dalla pubblicazione senza alcun preavviso per via diplomatica, e probabilmente anche quello di Vienna resta interdetto.
Il testo del progetto di riforme, suggerito agli Stati romani dallo Schwar-zenberg, sia a più riprese attraverso i consigli all'inviato, sia particolarmente attraverso il Nunzio apostolico Viale-Prelà, è preciso, dettagliato, riguardando i vari settori, i codici civili e penali, i tribunali laici ed ecclesiastici, il S. Uffizio, la Sacra Rota, e non ha certo servito di base alla stesura pontificia.
Le note in margine al testo del progetto inviato a Gaeta e che il cancelliere sottolinea come remarques , in ordinati capoversi sono interessanti per la decisa disparità delle vedute viennesi rispetto all'intransigenza del governo papale.
Lo Schwarzenberg dichiara subito che il primo posto spetta all'organizzazione giudiziaria, cui sono impellenti fondamentali migliorie delle leggi criminali e amministrative. Necessario quindi un nuovo codice di procedura penale e civile. Lavoro che, per essere solido, comporterà studio e tempo e che sarebbe consigliabile basare sui principi vigenti nelle leggi di Napoli, adatti ai popoli dell'Italia meridionale. Che, in ogni modo, non potrà escludere la difesa orale e la pubblicità nei dibattiti, ormai adottati in quasi tutta Europa e che segnerebbero un progresso nel governo pontificio, senza implicare l'istituzione del giuri, non omogenea all'indole italiana e non raccomandabile al governo di Sua Santità.
Per le istituzioni municipali, il Santo Padre accordi franchigie municipali che devono regolare l'azione dei corpi municipali nell'interesse locale dei comuni. Le elezioni dei consiglieri municipali saranno fatte su una larga base di elettori, basandosi sempre sulla proprietà. Gli individui eleggibili dovranno possedere determinate qualità e pagare un censo fissato dalla legge. Le magistrature municipali saranno proposte dai consigli stessi per mezzo di liste di tre nomi ciascuna, fra cui gli anziani saranno scelti dal capo della provincia, sentito il parere del Consiglio governamentale; i capi dei magistrati saranno di nomina papale.
I consigli provinciali incaricati dell'amministrazione provinciale, riguardo agli affari d'interesse soltanto provinciale e per le spese a carico della provincia eserciteranno questa amministrazione con l'aiuto di una commissione amministrativa che sceglieranno essi stessi, sotto la propria responsabilità.
I consiglieri provinciali saranno nominati dal Santo Padre dalle liste presentate dai consigli municipali e dal governo della provincia. Le persone proposte dovranno appartenere alle classi più censite e ai commercianti più distinti e possedere le qualità imposte dalla legge. Quattro o sei consiglieri provinciali faranno parte del Consiglio del capo della provincia. Questo Consiglio, insieme al capo, eserciterà una certa vigilanza sulle municipalità.
A Roma stessa sarà istituita una Consulta, di Stato. X suoi componenti saranno di scelta sovrana dalle liste presentate dai rispettivi Consigli provinciali. La Consulta si occuperà del bilancio e delle finanze pubbliche, principalmente della tassazione delle imposte, della loro migliore ripartizione, o dell'abolizione di quelle già esistenti. Il numero dei componenti la Consulta corrisponderà a quello delle provinole e Sua Santità vi uggiungerà un certo numero di individui a sua scelta.