Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
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1958
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265
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Contribuii alla storia della conferenza di Gaeta 265
lan insiste nelle dimissioni malgrado le premure anche personali del papa e l'aiuto dell'abilità del de Corcclle, che, ristabilito, si destreggia nell'ambigue acque del governo ecclesiastico, con elasticità di manovra.
Ma quale truppa potrà sostituire la francese ? Non certo lo scarso contingente napoletano, irriso dopo Velletri. E quello spagnuolo, su cui credevano di poter contare sia il gabinetto viennese ohe quello papale, vien ritirato per economia. Il cardinal pro-segretario si sobbarcherebbe perfino una parte delle spese della spedizione spagnuola; però quel governo rifiuterà pomposamente l'offerta. La lunga rivoluzione spagnuola, oltre ad aver dissanguato le casse dello Stato, ha distrutto l'armata; e malgrado gli sforzi di mons. Brunetti, anche se il Santo Padre stesso sollecitasse l'intervento personale della regina, come ne ha l'intenzione, la truppa spagnuola deve essere ritirata per necessità. Il presidente francese ne fa poi questione di prestigio: ad eludere eventuali diffidenze potrebbe intervenire direttamente il papa stesso presso il Bonaparte, per convincerlo della sostituzione.
Antonella si spinge perfino a negoziati col governo britannico per assoldare uomini irlandesi; ma le condizioni poste da Londra: comandante approvato dal governo inglese, garanzia stipulata che tale truppa non sarà mai impiegata contro la libertà e l'indipendenza del popolo Tornano, fanno cadere il progetto. Tutt'al più il cardinal pro-segretario si varrà dell'emigrazione irlandese. Tratta anche per racimolare i resti dei reggimenti svizzeri, tanto che è stato invitato a Roma, a tale scopo, il col. Elgger.
Una truppa pontificia, magari affidata all'Ordine di Malta, come suggerisce il barone Antonini, sarebbe la soluzione ideale, anche per Vienna. Ma dove trovare i fondi necessari?
Interessante, a questo proposito, notare che il principe cancelliere, che tanto insiste per la formazione di una polizia e di una truppa pontificia, ponendosi il problema anche in termini finanziari, suggerisce nel dispaccio dell'I 1 ottobre di ricorrere alle elemosine dei fedeli, come fonte sicura e cospicua per le finanze dello Stato. Ma, a dispaccio firmato, cancella il paragrafò in questione. Forse un modo molto ambiguo di suggerire copertamente; certo, non un pentimento.
Grossa preoccupazione quella finanziaria: anche per questo il papa non può rientrare a Roma, come aveva progettato di fare subito dopo il voto dell'Assemblea. Il ritorno, che implica l'assunzione di tutta l'amministrazione, deve anche essere preparato con solennità e fasto; e, mentre si cercano prestiti, la truppa di presidio scemerà, tanto più che il ministro della guerra Ha uip oul (partito cattolico) sembra indirizzarsi sulla linea della neutralità dello Stato della Chiesa. Nuovo errore del partito, commenta l'Hiibncr, come la spedizione, voluta da Falloux.
Non speri di ottenere dall'Austria aiuti finanziari il pontefice, che, sempre per mancanza di fondi, ha dovuto cedere a Radetzky l'opera di fortificazione della piazzaforte di Ancona: ottiene solo una bella lettera dall'imperatore, che promette assistenza nella riorganizzazione amministrativa del recuperato regno papale. Una lettera che riempie di ammirazione e commozione Pio DCJ Non potevo certamente desiderare una lettera migliore: questa esplicita promessa è fatta per ispirarmi molto coraggio, perchè mi presta una grande forza morale . Confessando implicitamente che è proprio quella che gli difetta. Saranno i Rothschild, i banchieri ebrei, creati baroni