Rassegna storica del Risorgimento
GAETA (CONFERENZA DI)
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1958
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Maria Cessi Drudi
dall'imperatore austriaco, che presteranno ira pochi mesi, 50 milioni all'esausto erario pontificio e l'affare sarà trattato e stipulato a Parigi dal nunzio Fornari, ed a condizioni di tasso ottime, ma con chiari patti: demolizione delle porte del Ghetto romano, abolizione dell'imposta all'ospizio dei Catecumeni, abolizione, nel passaporto agli ebrei, del permesso speciale del S. Uffizio, ammissione degli ebrei come testimoni nei tribunali civili.
È per lo meno curioso cogliere, nel tono dei diplomatici austriaci, che registrano tutto eie, una mal celata soddisfazione: sul loro zelo di ossequienti cattolici sormonta il sollievo dalle eterne querele dei sudditi pontifici ebrei, che così spesso chiedono alla cancelleria viennese d'intromettere la propria autorevolezza a proteggerli dalle infinite angherie e soprusi governativi. Lo Schwarzenberg stesso raccomanda al governo papale che ceda alle richieste dei Rothschild: parce quo dans cette epoque, dans plusieurs états chrétiens ils sont admis à l'exercice complet des droits civiles et politiques et que d'ail-leurs tont le monde aujourd'hui a un certain intérét à les ménager . *)
Né l'accordo sul prestito, né la sostituzione del gen. Rostolan (ed anche del de Corcelle) col gen. Baraguey, che certo riflette i mutati umori del governo parigino e dello stesso Bonaparte, che supplica Sua Santità a considerare nulla la nefasta lettera a Ney e che non esita a dichiarare impossibile il regime rappresentativo e il voto deliberante in materia finanziaria molto compromettente per l'autorità pontificia, è già il futuro imperatore che parla servono a decidere Pio IX al ritorno. Finché la sua autorità correrà il rischio di essere misconosciuta da un generale francese, non rientrerà a Roma .2)
Una soluzione possibile sarebbe l'evacuazione simultanea: la città presidiata da ima provvisoria guarnigione spagnuola, in cambio dei Francesi che dovrebbero ritirarsi a Civitavecchia, Viterbo, Spoleto; con una forza ridotta a dieci mila uomini, pari al presidio austriaco negli Stati pontifici. Equilibrate così le forze austriache e francesi, si aspetterebbe che lo Stato della Chiesa formasse un suo proprio presidio, capace di provvedere alla sicurezza interna. Rassicurati, entrambi gli eterni rivali eseguirebbero il ritiro completo. Tale proposta, anche se proveniente da Vienna, non incontrerebbe troppo sfavore a Parigi, dove si ha sempre più fretta di disimpegnarsi; ma si trova indecoroso, dopo tanti sacrifici e ad opera incompiuta, lasciare il posto ad altri, magari agli inoperosi Spagnuoli. De Rayneval ha dichiarato netto all'Antonelli: Ce ne andremo, quando Pio IX sarà in grado di fare da se e se ne andranno anche gli altri, soprattutto gli Austriaci che occupano lo Stato pontificio . E ancora; Non ce ne andremo, fin quando il papa non sarà tornato; altrimenti, parrebbe che il papa non rientrasse per colpa della presenza francese . Come se non fosse così lampante, Àntonelli si affanna a negarlo; ed alle insistenze del plenipotenziario, alle sue offerte: qualunque cosa faremo promette di ri flettervi e intanto inviare a Roma i cardinali per aprire la via al papa .
Perfettamente convinto della dura resistenza del pròsegretario, che si rifiuta a qualsiasi impegno, il Francese tenta di strappare la promessa diretta-
1) A. S. W., Rome; 21 - InstruotioiiB.
2) A. S. W. Frane*} 32 - Insttactìon.