Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <269>
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 269
Invece, l'Estcrhàzy passa un momento di malumore: gli cuoce in ma­niera particolare il riguardoso trattamento papale verso mons. Romilli, arci­vescovo di Milano, già coinvolto nella rivoluzione antiaustriaca. II sommo pontefice gli ha rivolto, è vero, un rimprovero personale per lettera, ma il prelato, anche se pusillanime e inetto , è inattaccabile dal lato moralità e fede e questo conta moltissimo per il papa. Il quale avverte anche di essere in posizione delicata rispetto a quella parte del clero, che lo ha seguito en­tusiasta nei suoi slanci passati, che egli adesso non osa né sconfessare aper­tamente (l'Esterhàzy gli aveva suggerito invano una dichiarazione politica pubblica a chiarificazione), né adattare con bastante abilità alle necessità presenti. Se il governo viennese non suggerirà al Santo Padre volontarie dimissioni del caparbio prelato milanese, questi non sarà rimosso.
La truppa spagnuola, anche se esigua, è stata definitivamente ritirata, malgrado il rosario di pietre preziose inviato da Pio IX alla duchessa di Va­lenza, moglie del presidente spagnuolo (da cui però vive separata).
Ma è notizia da non divulgare, soprattutto da non farne argomento di discussione nella Conferenza. Che sarà opportuno aggiornare, anche per evitare l'altro punto scabroso: la data del ritorno a Roma.
Sorda, vellutata, ma decisa la volontà dell'Antonelli di procrastinarla, rimandandola di quindici in quindici giorni, fino alla riorganizzazione della truppa pontificia. Martellamento quotidiano, incessante sullo spirito del pon­tefice, che aggrava lo stato d'ansia di quest'uomo per sua natura indeciso, senza convinzioni proprie, anzi in balia delle influenze esteriori: ma tende anche a svincolarlo dai pericoli della sua stessa debolezza, ad annullare la deplorevole mancanza di parola che giustamente gli si rimprovera. Pour étre exact il eùt fallu enregistrer, heure par heure, les impressions fugitives, qui toutes également vives se succedaient alternativement dans l'esprit de Pio IX, toutes les paroles contradictoires qui en étaient l'effet et les conclu-sions opposées que un chacun tirait à bon droit, il faut le dire, de ses audien-ces chea Pie IX . *)
Impossibile che a giustificare tanto ritardo al sospirato ritorno a Roma siano sufficienti i pretesti ostentati. La causa reale trapela quando l'Anto­nelli constata freddamente: le detestable esprit qui s'est emparé de toutes les classes et cet éloigncment profond, qui, par inevitable force de choscs, la persomi e de Pie IX inspire aujourd'hui à tous les partis . Il tempo la­vorerà a sanare la profonda lacerazione.
Il Sacro Collegio è d'accordo col card. Segretario, eccetto Ferretti, Orioli e Amat, oppressi da preoccupazioni strettamente religiose. D'accordo è an­che il partito cattolico francese che sconsiglia il Santo Padre a muoversi da Portici se non preceduto da una sua truppa, per bocca del de Corcelle, rien­trato a Parigi e appoggiato dall'autorità dei maggiori esponenti politici: de Broglie, Mole, Guizot, Thicrs, Montalembert. Perfino Luigi Bonaparte sem­bra incline a tale dilazione, per quanto sia possibile contaro sulla sua ver­satilità d'esprit.
A testimoniare ampiamente tale versatili té arriva a Napoli il card. Dupont munito di lettera presidenziale, per sollecitare il ritorno papale nella
li) Cfr. A. M- GBiBALBEBTt, Una reatauratiòne eit. La sottolineatura e noi testo.