Rassegna storica del Risorgimento

GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1958>   pagina <271>
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Contributi alla storia della conferenza di Gaeta 271
La Conferenza di Gaeta è veramente finita: essa era disciolta di fatto dal ritiro delle truppe spagnuole '* ma l'opera della diplomazia continua, trasportata a Roma, seguendo il papa, ristabilito sul trono.
Nell'affrontare quotidiano delle difficoltà, cui l'Estcrhàzy accenna, nel-racuirsi della tensione austro-francese, per la ingombrante presenza delle truppe d'occupazione, nell 'inasprirsi di quelle lotte interne noi l'animo pa­pale, di cui i plenipotenziari Hanno testimoniato le alternanti fasi, il lavoro della Conferenza ha uno strascico: un affaccendarsi paziente da ambo le parti per l'affermazione, almeno l'equilibrio, di quella supremazia sulle cose ita­liane cui ambiscono e Austria e Francia, sempre controbilanciate dall'attenta sorveglianza, anche se in sordina, della Gran. Bretagna.
Reso più difficile ed ansioso, ora, dall'eccitazione di Pio IX che, come tutti i deboli, vuole ad un tratto far sfoggio di fermezza e, sinceramente reli­gioso, si esalta all'intima convinzione di andar ad affrontare un immaginario martirio. Gli intimi non si illudono di questa vampata di inflessibilità: les personnes initiées daus le secret de ses hésitations, de ses larmes, de l'agi-tation fébrile, au milieu de la quelle il se débat contre les conseils, qui cherchent de le retenir, y retrouvent malheureusement le cachet de cette energie factice qu'emprunte parfois la faiblesse, réduite au comble de la perplexité .
Constatano anche, l'Antonclli per primo, che i Francesinon la Francia nazione col loro carattere facile e Brillante, molto analogo al suo, godono le grandi simpatie del papa. Partendo da Portici, col suo fastoso corteo, ha invitato personalmente il card. Dupont a far parte del seguito, unico cardinale, coll'Antonelli, fra i prelati presenti, non certo per testimoniare gratitudine alla Francia.
Alle rimostranze dell'Esterhàzy, che addita nella veste diplomatica e rappresentativa del cardinale francese, la possibilità di dar valore au fait accidentel che l'occupazione di Roma sia toccata alla Francia (ben diverso era l'apprezzamento dell'Hii bner di questo fait accidentel ), si ripara al­l'errore, invitando altri cardinali, fra cui il friulano Asquini, di Udine, che per ciò fu considerato austriaco: ma lo è di sentimento garantisce sollevato l'Esterhàzy.
Una volta insediato nella sua capitale, il Santo Padre subisce anche di più l'ascendente di questa folla francese, militari e laici, che invade la città.
La truppa ha un contegno perfetto; Dupont è austerissimo e semplice fino all'ingenuità: C'est tout le clinquant enfin dont dispose cette nation vive noble et legèrc, qui ne manque point d'exercer son action quoti dienne sur son esprit, predispose par une fatale analogie et dont tout Francais sent de posseder les sympathies naturelles. Sa Sainteté est fior de leur mainticn et réconnaissant des éloges qu'on leur rend. La confiance dans la troupe francaisc est enorme en Vatican .
L'inviato austriaco è punto di gelosia, è evidente; e impermalito, si ritira in disparte, attendendo il suo momento che non mancherà.
Ancora quando, nell'enciclica del 20 maggio, il papa anteporrà i ringra­ziamenti alla Francia per l'aiuto dello potenze, e se ne giustificherà con tono leggero dicendo che una grande potenza come l'Austria non poteva offendersi
l) ài S. W.,. P. K. Rome 21 Expédttion*.