Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LOMBARDIA ; SACCHI ACHILLE ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1958
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pagina
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278
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LA CAMPAGNA DI GARIBALDI IN LOMBARDIA NEL 1848 SECONDO UNA DESCRIZIONE INEDITA
DI ACHILLE SACCHI
La mattina del 6 agosto 1848, a seguito della convenzione inaspettatamente conclusasi tra Carlo Alberto e Radetzky, le truppe austriache rientravano in Milano mentre l'esercito piemontese si ritirava sfiduciato al di là del Ticino.
Garibaldi, sorpreso dagli avvenimenti a Monza mentre da Bergamo si dirige verso Milano per collaborare alla difesa della città con un esercito di più di 3.000 uomini , *) ripiega inizialmente su Como, e di qui (mentre il suo seguito va rapidamente assottigliandosi) per Varese e Sesto Calende raggiunge il territorio piemontese a Castelletto. Ma quivi egli si arresta solo pochi giorni (dal 9 al 13 agosto), e fa tosto ritorno in Lombardia, per riprendere da solo la lotta contro gli Austriaci. La breve campagna che ne seguì, culminata nei combattimenti di Luino (15 agosto) e di Morazzone (26 agosto), è stata in seguito ricostruita con particolari spesso alquanto diversi a seconda degli episodi ai quali chi scriveva aveva personalmente partecipato (Garibaldi, 2) Medici, ) Vecchi, *) Ficozzi *)) o a seconda delle fonti a cui gli storiografi attingevano.
Ritengo non privo d'interesse il pubblicare una breve relazione inedita di quegli avvenimenti, relazione che ho avuto la fortuna di trovare riordinando delle vecchie carte dei miei bisnonni Sacchi. La relazione è anonima, ma la sua attribuzione è fàcile. Essa risulta scritta da persona che fece parte della legione garibaldina del '48, e che, come appare dalle sue ultime righe, partecipò in seguito alla difesa di Roma; e risulta da una nota della Mario *) alla relazione da lei fornita della campagna di Garibaldi nel '48, che questa è stata fondata principalmente sulla relazione data dal Vecchi, allora capitano sotto Medici, e su relazioni inedite di volontari che facevano parte dell'impresa: Ghiglione, Viscardini, Achille Sacchi e altri. Inoltre, in calce al nostro manoscritto, vi è una nota scritta con l'inconfondibile calligrafia
*l G. GARIBALDI, Memorie autobiografiche, Firenze, Barbera, 1888, p. 193. Lo stesso Garibaldi, in una lettera alla madre, scritta la mattina del 4 agosto (pubblicata da 6. B. CA-MOZZI e successivamente da C. VOLPATI, Garibaldi a Bergamo nel 1848, in H Risorgimento Italiano, anno V, 1912, p. 379), parla di 2.500 volontari, ma altri nomini si devono essere aggiunti in quel giorno, poiché, da un documento dell'Archivio Comunale di Monza, risulta che alle troppe di Garibaldi furono distribuite il giorno 5 agosto 3.700 razioni. È quindi certamente questa la cifra esatta (cfr. VOLPATI, op. cit., p. 379).
2) G-. GARIBALDI, op. cit., p. 194 segg.
3) Gv MEDICI, due relazioni distinte, una in A. DUMAS, Vita e memorie di Giuseppe Goti-baldi, Livorno, Santi Scraglini, 1860, p. 372 segg., l'altra in G. GUEIIZONI, Garibaldi, Firenze, Barbara, 1882, voi. I, p. 238 segg.
*) C. A. VECCHI, La Italia. Storto di due anni 1848-1849, Torino, Claudio Ferrai, 1851, p. 208 segg.
5) A, Picozzr, Garibaldi e Medici: episodio storico della guerra italo-austriaco del 1848, Milano, Civelli, 1882, p. 22 segg.
*) J. WIIITE MAH io, Garibaldi a i suoi tempi, Milano, Treves, 1884, p. 221.