Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1918
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pagina
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564
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56* A. Colombo
vinto che scoccherà mi giorno la lotta fatale fra le correnti innovatrici e le forze dispotiche e conservatrici, ma è del pari convinto che non bisogna forzare i tempi, che ai popoli Decorrono soste per prender nato e balzare più sicuri verso nuove conquiste, che i tentativi avventati possono compromettere in modo irrimediabile le più belle imprese e ritardare così la fatalità degli eventi. Egli non ama gli eccessi, gli estremi : e come combatte da una parte il dispotismo, dall'altra la demagogia, cosi vuole che il popolo né si impigrisca e sì avvilisca nel quietò vivere né che si arrischi, anzi tempo, in vani e pericolosi movimenti. Per lui la salvezza dell'Italia non poteva venire né da generosi conati di fuorusciti, né da sporadici moti isolati ma solo da una guerra universale. È questo un concetto che qua e là ricorre in alcune lettere di quel tempo già a noi note, l ma certamente in nessuna di esse è svolto con tanta ampiezza e con tanta precisione come nella lettera nostra.
La fatalità di una guerra risanatrice di mali diventati cronici è solennemente proclamata con una serie di argomentazioni che confermano la singolare previggenza del pensiero giobertiano. Dispotismo e libertà sono due termini così antitetici che la loro contrarietà non si risolve con compromessi e con transazioni ma solo sul campo decisivo di battaglia: quindi la gran lite tra gli schiavi e tra gli oppressori conduce inevitabilmente alla gran guerra universale, I popoli progrediscono senza essere secondati, nel loro movimento, dai principi: onde la fatalità della guerra per ottenere riforme consentanee ai bisogni dei tempi. Tutta l'Europa è armata: ma perchè"l'armamento non duri perpetuamente, bisogna togliere la cagione delle armi, estinguere cioè la libertà o la servitù : e ciò si ottiene solo colla guerra. L'Austria, egli predice, sarà smembrata, sarà costretta a rendere le parti usurpate ma non certamente per virtù di principi e di trattali, ma solo per opera di popoli e di armi. Non è già questo una luminosa profezia del fallimento della politica del parecchio?
1 Sfolla lettoni del 14 moggio 1834 agli amici (MASSARI, 1, IBI) si legge : 4 *,. Alloro nascerà la guerra, la 'guerra universale ohe sarà l'ultima e chiuderà l'epoca sanguinosa ohe da otto lustri travaglia tutta Europa, Jja guerra annullerà' il potere della crudele e frodolenta Austria e noi, liberi dal giogo, schiacceremo i nostri tiranni* In quella a Domenico Barbarie del 22 luglio 1834, leggiamo : (SOLMI, // costituto di Vincenzo Gioberti in U Risorgimento Italiano , 6; 1811, p. 932) : Io dico che la sola salvezza della nostra patria, sicura non manco olio nobile, si potrà avere dalla guerra universale, ohe per mozzo della diversione non dell'aiuto straniero, ci darà agio e forze onde rialzarci o ordinarci a liberta.., . V. pure la famosa lettera del Gioberti a Mazzini del 25 settembre 1834