Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LOMBARDIA ; SACCHI ACHILLE ; GARIBALDI GIUSEPPE
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Anna Simonetta
feriti " appartenenti tutti necessariamente al battaglione pavese poiché gli altri non poterono battersi. La vittoria di Luino accadeva mentre Venezia liberata di soldati regi dichiarava volersi difendere ed i Bolognesi cacciavano dalla loro città il tenente maresciallo Welden a colpi più che di fucili, di coltelli: protesta del diritto e dell'onore del popolo italiano, contro il vigliacco abbandono del re.
Gli Austriaci abbandonarono anche Varese e Garibaldi vi si trasportò, ma ne usci presto per guadagnare posizioni più elevate e sicure. Il successo di Luino aveva rialzati gli animi delle popolazioni vicine e qualche centinajo di giovani s'aggiunse alla colonna in quei di ed una dozzina di volontari che Durando aveva condotti in Piemonte, ritornò di là e raggiunse Garibaldi in Arci sale presso Varese. Da quella borgata, il Generale spedì la compagnia Medici- a Bisuschio ed a Viggiìt; mentre egli si dirigeva ad opposta parte. Era tempo di usare tutta quella sagacia di guerra, nella quale egli è sommo. D'Aspre più capace ed intraprendente dei luogotenenti di Radetzkj era stato inviato da Milano contro di noi con 15.000 uomini.
Le concertate mosse dei due separati corpi di Garibaldi e di Medici, costrinsero D'Aspre a dividere su diversi punti i'attenzione e le forze, mantennero larga la nostra base al confine Svizzero e più facile perciò Vajuto della emigrazione italiana di là o la ritirata nostra. Ma poiché era impossibile ad ogni modo di durare a lungo in si ristretta zona senza incontrare il nemico, e Vajuto di Svizzera non venne, la ritirata era inevitabile.
La mattina del 21 agosto, la compagnia Medici, sostava appena sopra il cotte di S' Maffeo, colle isolato presso Roderò piccola borgata distesa alle falde di quello, che venne assalita da un battaglione croato al quale tenevano dietro l'intiero reggimento d'infanteria Kaiser, quattro pezzi, racchettieri e mezzo squadrone d'usseri (3.500 uomini in tutto). 2) Alcune scariche di pelottone fatte sul
37 rimasero prigionieri . Il GUEHZONI (op. cit., p. 239) fa ammontare le perdite austriache a 180 uomini; la stessa cifra è data dal Medici (in A. DUMAS, op. cit., p. 181), che precisa ce un centinaio fra morti e feriti ed ottanta prigionieri ; di cento, tra morti e feriti, e di ottanta prigionieri parla anche la MARIO (op. di., p. 220). Per il PICOZZI (op. cit., p. 38) e per il PASINI ( Vita del generale Giacomo Medici dalle guerre di Spagna alla difesa del Vascello, Firenze, Pel-las, 1882, p. 50) gli Austriaci avrebbero perso un centinaio di uomini morti o feriti ed un centinaio di prigionieri; per 1'ELIA (op. cit., p. 52) il numero complessivo delle perdite austriache sarebbe salito a circa 300 uomini. Secondo altre fonti esse sarebbero state invece molto inferiori: il Sindaco di Cannobio scriveva il giorno seguente: 5 morti, ? feriti e 25 prigionieri; il capitano del battello a vapore // Verbano parla di 8 o 10 morti, circa 15 feriti e 23 prigionieri (vedi CAVACIOCCJII, op. cit., pp. 1082 e 1087). E questa, probabilmente, la testimonianza più attendibile, perchè di persona che era sul posto, in quotidiano rapporto col comando dei volontari, ma, al tempo stesso, al di fuori del conflitto. Era lui, inoltre, che ebbe i prigionieri in custodia. Secondo una nota di tale Santino Galli, in data 15 agosto 1848 (pubblicata ini, É. GIAMPAOLO e M. BEUTOLONE, op. eh., p. 370), gli Austriaci avrebbero contato 9 morti, 8 feriti e 21 dispersi. Da fonte ufficiale austriaca (Magg. Mollinary, in: L. GIAMPAOLO e M. RROTOLONE, op. cit., p. 314) i morti austriaci sarebbero stati 4, i feriti 14 ed i dispersi 24.
i) Anche il Sindaco di Cannobio, nella Sua lettera, precedentemente citata, dà si può diro la stessa cifra: 5 morti e 17 feriti; Santino Galli (in L. GIAMPAOLO e M. BEKTOLONK, op. cit., p. 370) dà la cifra di 4 morii, 16 feriti e 6 dispersi; nn po' diversa è quella data da Ferdinando di Savoia (lettera citata): 6 morti e 14 feriti e dal VECCHI (op. cit., p. 209): 4 morti e 8 feriti. PICOZZI (op. cit., p. 38) e PASINI (op. cit., p. 50) evidentemente esagerano quando parlano di una cinquantina fra morti e feriti dalla porte di Garibaldi.
2) Del combattimento dì Roderò abbiamo anche le due relazioni dolio stesso Medici: una in DUMAS (op. cit., p, 378) e l'altra in GUEHZONI (op. cit., p. 243). Nella prima egli fa assommare gli Austriaci a cinquemila, nella seconda ad una forza di circa quattromila di