Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LOMBARDIA ; SACCHI ACHILLE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1958>   pagina <284>
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Anna Simonella
Noi ci separammo con una forte stretta di mano e con qualche lagrima, promettendoci a vicenda di ritrovarci un'altra volta colf armi. E ci ritrovammo difatti Panno dopo a Roma.
Fin qui la relazione trovata: essa merita alcuni commenti.
Innanzi tutto, quando fu scritta? Certamente dopo il '60, poiché vi si fa menzione del Basso come segretario di Garibaldi (e il Basso esercitò questo ufficio solo dopo le campagne del '59) e prima del '78, perchè vi si parla di colui che nel '48 era duca di Savoia come dell' attuale re, e F allora duca di Savoia è Vittorio Emanuele II, morto il 9 gennaio del '78. In questo pe­riodo, che abbraccia 17 anni, è difficile precisare di più; d'altra parte il fatto che un certo intervallo di tempo era intercorso tra lo svolgersi degli avveni­menti e l'epoca in cui essi venivano narrati spiega molto bene alcune inesat­tezze. Anzitutto le date appaiono tutte spostate di 3 giorni: la partenza da Castelletto Ticino per Arona è indicata nella sera del 10 od 11 agosto , mentre si sa che avvenne la sera del 13, la battaglia di Luino è descritta nelle ore pomeridiane del 12 anziché nelle ore pomeridiane del 15, e per lo scontro finale tra la colonna Medici e gli Austriaci, avvenuto il 23 !) o il 25 2) o più probabilmente il 24,3) è indicata la data del 21. Oltre a queste inesattezze di date (che conservano però inalterati i rapporti cronologici tra i diversi avvenimenti), ve ne è anche una di nome: il principe sabaudo che era stato incaricato di fermare Garibaldi ad Arona non era il futuro Vittorio Emanue­le II, ma il duca di Genova Ferdinando.
Tali inesattezze non possono far meraviglia, se si pensa che tea gli av­venimenti narrati e la redazione della breve cronaca devono essere intercorsi non meno di 12 anni, ed al fatto che, nel frattempo, chi scriveva aveva par­tecipato con Garibaldi a fatti d'arme ben più importanti: era stato ferito nella difesa di Roma a Porta S. Pancrazio, aveva preso parte come medico alla campagna dei Cacciatori delle Alpi nel '59, ed alla guerra del '60 con la colonna Medici. Inoltre la memoria stessa non era certo destinata, nelle pre­visioni dell'autore, alla pubblicazione: sembra probabile che essa possa essere stata scritta su esplicita richiesta della Mario, la quale doveva sudare da tempo raccogliendo testimonianze dai collaboratori di Garibaldi e di Mazzini intorno agli avvenimenti a cui essi avevano partecipato, testimonianze che le sarebbero poi servite per la compilazione dei suoi libri.
Risulta evidente da alcuni accenni della relazione che l'autore anche nel '48 era nella compagnia Medici: in principio, parlando del Ghiglione, scrive che egli pure faceva parte della compagnia Medici; e poco prima, raccontando come Mazzini, nella marcia da Monza a Como era stato quasi a forza costretto a salire su di una vettura, dichiara e noi ve lo portammo dentro suo malgrado ; ora si sa che Mazzini si era iscritto nella compa­gnia Medici a Bergamo, e che con questa era a Monza durante l'episodio col quale inizia la relazione, episodio che, in forma pressoché identica, troviamo riferito anche dal Picozzi. *) Quando, infine, l'autore riferisce l'ultimo scontro sostenuto dal Medici prima di ritirarsi in Svizzera, parla
0 G. PASINI, ap. .., p, 55.
2) C. A. VECCHI, op. efc., p. 210.
i) G- GUEBZONI, op. eit; p. 242; A. CÀVACIOCCIII, ap. cìi., p> 1119*
'*) A. Picozzi, op. or., p. 28.