Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LOMBARDIA ; SACCHI ACHILLE ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1958
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La campagna di Garibaldi in Lombardia nel 1848 285
della morte del prode Azzolini mentre meco ai lagnava della incominciata ritirata .
Il fatto che l'autore appartenesse alla compagnia Medici chiarisce perchè il combattimento di Luino sia riferito in maniera un po' approssimativa (l'autore spiega come la compagnia Medici non vi prese parte diretta), e perchè lo scontro da questa sostenuto presso Roderò sia riferito con ricchezza di particolari e con precisione molto maggiore dello scontro sostenuto da Garibaldi a Morazzone. Finora ignorato (e certamente esatto, poiché si tratta proprio dell'ufficiale che era al comando del gruppo di cui faceva parte la compagnia Medici) era l'episodio del colonnello Bizzone, personaggio di cui non si trova più. memoria nelle successive campagne del Risorgimento, da non confondersi col Bizzoni. Così pure la prima fase della battaglia di Luino, e cioè la conquista dell'albergo, è qui ridotta a un episodio un po' comico, ed assai differente dalle descrizioni più drammatiche, benché tra loro discordi, date aia dallo stesso Garibaldi,x) sia dal Vecchi,2) sia dal Medici3) e dal Pasini:4) la battaglia vera risulterebbe essersi svolta solo in un secondo tempo, con l'arrivo dei rinforzi austriaci da un lato, e con quello di Garibaldi dall'altro; fu qui che il battaglione pavese ebbe i suoi morti. Come componente della compagnia Medici l'autore non era tra i combattenti, bensì tra quelli che si lamentavano della forzata inazione in cui erano trattenuti, così il racconto deve fondarsi su quanto i suoi compagni d'arme devono avergli riferito dopo lo scontro. I particolari sono però tali da avere tutte le apparenze della verosimiglianza, anche là dove si discostano dai resoconti finora noti.
Pure non privo di un certo interesse è l'episodio iniziale di Mazzini che, durante la marcia da Monza a Como, è indotto a salire su di una vettura mandata per lui da un signore del luogo. Scrive Garibaldi 5' da Monza a Como mi comparì Mazzini colla sua bandiera Dio e Popolo. Egli si riunì a noi in marcia, e seguì a noi riunito sino a Como . Questa frase diede luogo a discussioni6) perchè vi fu chi volle vedere in essa un'ingiusta insinuazione contro Mazzini, che in realtà non avrebbe potuto raggiungere Garibaldi sulla strada di Como, se con lui era già a Bergamo e a Monza I Per cercar di spiegare tale frase si era allora supposto 7) che Mazzini avesse seguito, tra Monza e Como, la colonna Anzani, la quale avrebbe percorso un itinerario diverso da quello della colonna principale, guidata dallo stesso Garibaldi. Evidentemente il nostro manoscritto rende superflua qualsiasi discussione in proposito: Mazzini lasciò la colonna in ritirata perchè salì su di una vettura; la maggior velocità di questa rispetto a quella della colonna che procedeva affaticata a piedi, avrà fatto sì che egli abbia potuto probabilmente riposare anche un poco in qualche casa, forse in quella stessa della persona che aveva mandato per lui la vettura, e che all'alba egli raggiungesse Garibaldi poco prima di Como, portando spiegata la bandiera con Dio e popolo. Garibaldi, con la sua frase, non volle quindi dire che solo allora Mazzini si unì a lui, ma sem-
i) G. GARUJALM, op. eli., p. 199.
2) C. A. VECCHI, op. ah., pp. 208-209.
3) G. MEDICI, in A. DUMAS, op. eh,, pp. 874-*376. 4). G. PASINI, op. eh., pp. 49-50.
'3)-''G. GARIBALDI, op< eitit Ri l;'91v
4) f. SABOAGKA, Garibaldi ih Lombardia, 1848, Rtilnno, Trevvs, 1937, p. 122. 7) F. SÀXDAONA, pp. cìi* p. 110;