Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1918
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pagina
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565
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Una Ietteremo, inedita di V. QlóhévH a F. Dionigi Fimfìi 56*5
Gioberti noa dissimula la sua profonda diffidenza verso i principi in genere e specialmente verso i principii italiani in particolare che considera inferiori, per bontà e per ingegno, a Luigi Filippo. Egli li passa tutti in rassegna, a ciascuno dando il suo, nessuno risparmiando. Il più bistrattato di essi è naturalmente Cario Alberto contro il quale dà, nell'impeto della passione, giudizi feroci quali già del resto conoscevamo, sebbene forse in forma meno violenta, attraverso le rivelazioni documentate del Solmi e quali si leggono pure in certe lettere giobertiane, ancora inedite, dirette al Pensati. Gioberti, pur dissentendo dai metodi mazziniani, è, in quel tempo, sinceramente repubblicano nell'anima: se non vi fossero di questo periodo altri documenti ad attestarcelo, basterebbe questa requisitoria contro la monarchia per persuadercene.
Ma tempo verrà in cui egli, sempre piò staccandosi dal Mazzini idealista impenitente e dogmatico inflessibile, con un senso più viv' della realtà, modererà le sue idee adattandole alle circostanze : tempo verrà in cui egli si rivolgerà fiducioso a Carlo Alberto magnanimo non già per opportunismo politico e con quelle restrizioni e simulazioni mentali attribuitegli dalla avventata tesi del Solmi, ma con spontaneità di fede e con sincerità di passione monarchica.
ADOLFO COLOMBO.
1, . .maggio 1834j
Mìo carissimo, io ringrazio le, non meno che Cesare-, ' gli altri amici delle care vostre lettere, e dei nuovi conoscenti, con cui avete rallegrato il mio esilio. L'amicizia di Arnoldo, e dell'ingegnere mi è stala grata specialmente, avendo trovata in amendue quella convenienza di pensieri e di affetti che si gusta da un giovane sopratutto co* giovani, e nel secondo un illibato compagno di sventura. Quanto alla signora, mi duole di non poterla vedere cosi spesso com'io vorrei: atteso che la grande distanza dall'albergo, qualche mia occupazione, che si frammezza alla giornata, e la sua condizione di viaggiatrice che l'astringe di uscire per tempissimo la mattina, onde visitare le meraviglie belle o brutte di questa città, e non le permette di rientrare che la sera al tardi, me l'impediscono : che in vero, me ne dispiace, perchè ella mi riesce di una conversazione non pur gentile, ma disinvolta e nobilmente libera, con quella vivezza e generosità di sentimenti, che tu mi bai descritta. L'ingegnere non è ancora ben certo, s'egli adempirà il suo primiero proposito : comunque, egli andrà a