Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; SOCIALISMO ; GIORNALISMO
anno <1958>   pagina <291>
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Una bibliografia della stampa operaia e socialista 291
suoi redattori, Dignami e Gnocchi Viani). cioè la Federazione Alta Italia (p. 61) costituitasi nel 1876. Nel 1882 La Plebe sosterrà lealmente e fran­camente il nascente partito operaio che avrà ne // Fascio Operaio il suo organo. A questo punto si esce dalla preistoria e ci si addentra nello -vicende meno remote della storia del movimento socialista, quelle che immediatamente precedono e quelle che seguono il Congresso di Genova.
U movimento operaio radicale, democratico, repubblicano finisce dunque, ad un certo punto, a confluire nel socialismo; esisteranno ancora, è vero, giornali pubblicati da quei gruppi politici, non mancheranno, di volta in volta, dichiarazioni programmatiche atte a riproporre il problema operaio ed il ravvicinamento alla classe lavoratrice, ma in pratica attorno a tali partiti rimarranno, salve le debite eccezioni, solo gli appartenenti a dei ceti ben determinati e qualificati* Una sua fisionomia autonoma, nettamente separata dal rimanente schieramento, mantenne invece il movimento operaio cattolico; una massa considerevole di operai e di contadini italiani (soprat­tutto di contadini) rifiuta cioè la propaganda operaistica laica, prima quella democratica, radicale, repubblicana, poi quella socialista. Una più sentita tradizione religiosa o una più diretta influenza del clero portano alla for­mazione di questo filone distinto. Quali le orìgini del movimento operaio cattolico? Anche qui crediamo ci si debba richiamare alle Società di Mutuo Soccorso e, precisamente, alle Società di Mutuo Soccorso cattoliche, sorte cioè con un preciso indirizzo confessionale, dopo la metà dell'800 e particolar­mente difrusesi tra il 1871 ed il 1873.
Siamo negli anni immediatamente successivi alla presa di Roma ed anche questo fiorire di Società di Mutuo Soccorso cattoliche sembra rientrare nell'azione della Chiesa tendente a formare un fronte compatto contro lo Stato italiano. Del resto già prima del '70 si era avuta, soprattutto nei terri­tori degli ex Stati Pontifici, una violenta campagna del clero allo scopo di convincere le masse che la causa della loro situazione di disagio, della loro miseria, era io Stato italiano; era un modo per fare degli operai e dei conta­dini la massa d'urto da utilizzare in senso sovversivo, per rovesciare l'ordine pubblico esistente. Sembra che trionfi la tattica del tanto peggio, tanto meglio . La fondazione dell'Opera dei Congressi fa sì che anche il movimento operaio cattolico passi dalla sua fase anarchica alla fase legalitaria abbandonando i propositi di violenta eversione per lasciar posto all'idea di riguadagnare, attraverso un profondo lavoro organizzativo e propagan­distico, il controllo del Paese reale per arrivare poi a controllare anche il Paese legale.
Nella nostra Bibliografia, il primo giornale cattolico schedato è di data già bassa, un numero unico del 1 maggio 1891 edito dalla Sezione Giovani del Comitato Diocesano Milanese dell'Opera dei Congressi. In esso Filippo Meda formula un pensiero che troverà, quindici giorni dopo, la sua esatta conferma nella leonina Rerum Novarurn: La questione sociale si afferma il primo mag­gio nella sua grande e tremenda vitalità; negarla fu possibile a taluni per un pezzo; ma oggi il più rigido e dottrinario conservatore è costretto ad occuparsene... Far rifiorire la fede religiosa in mezzo al popolo, dare all'ope­raio l'alto ed esatto concetto della propria natura di essere ragionevole e destinato ad una vita futura, rimettere la società sulla base dell'uguaglianza cristiana... instaurare un ordine economico che impedisca la tirannia del