Rassegna storica del Risorgimento
ANDREINI RINALDO ; BIBLIOTECHE ; IMOLA
anno
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1958
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pagina
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294
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
LE CARTE DI RINALDO ANDREINI CONSERVATE NELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI IMOLA
Rinaldo Andreini nacque ad Imola nel 1818, primo dei sette figlioli d'un oscuro impiegato della polizia pontificia. Crebbe a Bologna dove il padre fu trasferito nel 1822, e vi compì i primi studi con tanto profitto che appena sedicenne potè iscriversi alla Facoltà di medicina e chirurgia nell'Università bolognese. Dopo il primo anno universitario, però, nel 1835, le strettezze economiche della famiglia lo costrinsero ad interrompere gli studi per impiegarsi nello stesso ufficio del padre. Vi rimase tre anni: nel 1838 tentò miglior fortuna a Roma, ma dopo pochi mesi dovette ritornare nell'ufficio di Bologna. Finalmente il soccorso d'una zia gli permise di riprendere gli studi e nel 1842 ottenne il diploma di medico chirurgo.
Ebbe inizio allora la sua appassionante partecipazione ai moti politici. Già nel 1843, implicato nei fatti di Savigno, dovette sconfinare in Toscana e di li ad Algeri. Tuttavia, dopo pochi mesi, incapace di restarsene fuori della lotta, tornò in patria e nel 1845 prese parte al fatto d'armi delle Balze. Sconfinato di nuovo in Toscana, fu catturato dalla polizia granducale e imbarcato a Livorno per la Corsica, donde emigrò a Marsiglia e ancora una volta ad Algeri.
Nel 1847, il fermento determinato dall'amnistia e dalla costituzione concesse da Pio IX lo richiama in Romagna, dove svolge una fervida propaganda patriottica. I moti del '48 lo trovano pronto all'azione armata. H 20 marzo si arruola nella colonna Zambeccari e con essa marcia su Modena e su Ferrara; passa poi al corpo di spedizione del generale Durando e, disciolto questo in seguito alla Allocuzione del 29 aprile, corre alla difesa di Venezia e combatte a Mestre in modo da meritare l'elogio del generale Pepe.
Giunta la notìzia della fuga di Pio IX a Gaeta, Andreini accorre a Roma: nel gennaio 1849 viene eletto deputato per Bologna alla Costituente romana, e nelle sedute parlamentari si dimostra assiduo e attivissimo. Durante l'assedio di Roma, si dedica all'organizzazione dei servizi sanitari. Cessata la strenua difesa della città, s'imbarca a Civitavecchia per una lunga peregrinazione che attraverso Malta, Londra, Bruxelles, Ginevra e Nyou lo riporta ad Algeri. Qui rimane dal 1850 al 1859 esercitando la libera professione di medico e attendendo alla pubblicazione di scritti politici fra i quali numerosi articoli nel giornale algerino Alias. Allo scoppio della guerra del '59 egli office subito i suoi servigi al governo piemontese e parte da Algeri, ma a Livorno un divieto di sbarco gli proibisce perfino di toccare il suolo della patria e lo costringe ad un tristissimo ritorno in Africa. Autore di questo vergognoso tiro ai danni dell'Andreini fu il console piemontese ad Algeri, Alessandro di Sant'Agabio, il quale aveva provveduto a segnalarlo al governo di Torino come pericoloso rifugiato romano , come facinoroso repubblicano e perfino e.ome... ladro. Il medesimo console, acceso monarchico e parente di Cavour, non soddisfatto di quel suo primo successo, continuò per lunghi anni a sfo-