Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1918>   pagina <566>
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66 Am Colombo
Londra, donde mi scriverà la sua deliberazione, che ti sarà notificata per mio mezzo, come pure ti darò in seguito delle sue nuove, caso ch'egli andasse in America, e vi mettesse stanza .ferma. Io continuo la mia vita solita, salvo poche modificazioni, che tralascio, come inu­tili. Sono spesso con Ludovico, ' al quale ho fatto parte dei novelli amici. Egli si diverte e studia insieme : e i suoi stessi divertimenti, che sono indirizzati a fine di studio, sono moderatissimi per un gio­vane vivace ed agiato suo pari. Dico questo, perchè un certo signor Mont...o, ritornato costi alcuni mesi sono, e che io vidi pochissime volte, si compiacque (per quanto abbiamo inteso) di spargere pur costi alcune ciance sulla attillatura, e sulla prudenza di lui, del tutto false, e tali, che per quest'ultimo capo gli potrebbero eziandio nuocere: perchè avendo egli intenzione, e bisogno di rimpatriarsi, tanto gli potrebbe far danno il parere uno spensierato, e quello ch'io non voglio dire, quanto l'essere veramente.
Egli importa che costì si sappia e si dica quello che in effetto è verissimo, cioè, che Ludovico si governa con buon giudizio in tutti i suoi portamenti, e mena una vita, che non può dare ombra o sospetto di sorta ; o pure, se gli si può imputare qualcosa in questo suo pro­posito, la sua unica colpa è di trattar meco alla libera, e di farsi meco vedere qualche volta nei caffè, dove certo non mancano gli esploratori. Un altro amico è giunto qui, pochi giorni sono. Egli è quel Paolo, che aveva incominciata teco la pratica forense. Donde venga, perchè, come disposto, lo puoi conghietturare. Non fa d'uopo, che io te ne lodi l'ingegno, o ti dica quello che io bramerei nel suo modo di governarsi, e di veder le cose del mondo. Non vorrei anche, che facendo del savio e del catone sul conto d'altri, io dessi cagione di ridere a qualcuno de' nostri stretti amici sul conto mio proprio.
Fatto sta, per quanto sia grande la mia insufficienza, che io potrei forse parere un Pitt a petto di questo caro giovane : tante sono le chimere ch'egli sogna, e cosi balzano talvolta è il suo cervello. Io ran­nodai la mia conoscenza, interrotta da qualche tempo, col signor Gousin, per presentarglielo in persona, essendogli già. noto in qualche modo per via di lettere. Lo accolse graziosamente, e gli profferse di spianargli la via, un pò' lunghetta è vero, alla professione dell'inse­gnamento filosofico con modi si amichevoli ed efficaci, che sebbene usati da un francese, io non posso dubitare, che quando Paolo voglia, non sortiscano l'effetto loro. Ma il punto sta che Paolo voglia vera­mente: ed io ne sto non poco dubbioso. 4 tal uopo si richiede in
1 È l'Avvocato Daziari. V. sa di lui la nolMpla biografica In OIÀB, op. olt, p. 47.