Rassegna storica del Risorgimento

BEDARIDA HENRI
anno <1958>   pagina <316>
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Amici scomparsi
mirabilmente definito il più autentico ambasciatore della cultura italiana in Francia di diventare malignità.
Dopo una seduta di congresso o una conferenza in Sorbona un invito in casa Bédarida era di prammatica per uno studioso italiano, cui, in quella casa così tipicamente francese, tutto parlava del suo paese. Dalla conver­sazione del suo ospite ai libri che non lasciavano sgombra una parete, dagli oggetti che rievocavano città e cose d'Italia ai giovani discepoli del Maestro solleciti a raccontare dei propri studi e delle proprie esperienze d'Italia. E, più italiano di tanti Italiani, il padron di casa, orgoglioso della contrav­venzione inflittagli da un vigile milanese, che, udendolo parlare, non aveva voluto credere alla sua asserita cittadinanza francese, si compiaceva dei suoi ricordi della prima guerra mondiale sul nostro fronte e del suo inse­gnamento all'università di Bologna. E, anche dopo tanta e cosi diversa espe­rienza di ricerche e di lavoro in tutti i settori della storia, della cultura e della letteratura italiana, non nascondeva la giustificata compiacenza per quei volumi su Parma che gli avevano assicurata meritata fama nel campo degli studi.
I suoi saggi sul secolo XVIII, e, soprattutto, quelli sui rapporti cultu­rali tra la Francia e l'Italia, *) lo avevano condotto ad occuparsi più diret­tamente della storia del Risorgimento e delle vicende dell'Italia contempo­ranea. Perché, anche per lui, e con singolare distacco dalla interpretazione corrente della storiografia francese, il Risorgimento non cominciava con il 1815. Le Risorgimento, une vision historique trop étroite, l'a fait longtemps commencer à la Rcstauration ha lasciato scritto nel saggio Le roman italien temoin de Vhistoire d'Italie de 1789 à 1914, premesso alla traduzione di Hen-riette Valot delle Confessioni di un ottuagenario -. En realité, ce fut l'aspira-tion d'un siècle au moins, l'action continue de générations qui se succederemo de 1748, date du traité d'Aix-la-Chapclle, à 1870, date de la prise de Rome par l'armée piémontaise . 2)
Al suo interesse più vivo per il Risorgimento si debbono così gli studi sul romanticismo, sulle relazioni e gli scambi intellettuali tra la Francia e l'Italia tra il 1830 e il 1848, su Manzoni, sulla fortuna del Pellico in Italia,, sui rapporti tra il romanzo e la storia italiana, fino a quello su d'Annunzio come uomo di guerra e uomo di Stato. A questo interesse è dovuto anche il suo sempre maggiore accostamento agli studiosi italiani di storia del Ri­sorgimento e la partecipazione diretta ai congressi del nostro Istituto e a quelli della consorella Società toscana. Con l'eccezione del congresso di Roma, del 1949, Henri Bédaxida ha preso attivamente parte, dopo quella di Milano,, a tutte le grandi riunioni annuali dell'Istituto, anche se poi i suoi molti impegni e, qualche volta, certa pigrizia, della quale con bonaria arguzia si autoaccusava nelle lettere agli amici, gli impedivano di mandare alle stampe il testo delle interessanti comunicazioni presentate. Così fu per il XXIX congresso (Trieste), nel quale, il 5 novembre 1950, parlò de L'azione di Piero MaroneeUi a Parigi, suscitando i vivi elogi del presidente della sezione.
1) Sette sono racco! li in A traverà troie sièclct. Vcd. specialmente Un sonnet de Par ini et FOde de Monti à la gioire de Montgolfier; Du cianai ci/ime frantoi* au néo-classicismo du Settecento; L'EncycIopcdic et Vitali.
2) Ora in À traverà irai* etìelei, p. 280.