Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
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1918
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potresti eziandio toccargli acconciamente di quella massima scrupolosa di riserva e di onore, e di esalta economia, che non sono mai troppo ripetute e inculcate a un giovine fervido, inesperto, solo, che si trovi in paese straniero, e in istretta fortuna; non che il nostro buon Paolo ci abbia mancato finora, ma la sua giovinezza mal ferma è ancora in su lo sdrucciolo, le condizioni dell'esilio sono tristi, e l'esempio di alcuni mi spaventa. Queste cose, e quelle altre, che crederai opportune, potrai dirgli, se non hai nulla in contrario, è ésàtì derai un segnalato servigio all'amico, che di nulla tanto abbisogna, quanto di buoni consìgli, che lo indirizzino bene, e abbiano forza nell'animo suo. Tali saranno i tuoi: come pure quelli dell'amico canonico, al quale ne farò parola, essendo persona che ha pure una certa autorità sovra di lui: che, quanto a me, per certe lettere che gli scrissi ment'egli era altrove, mi trovo quasi scomunicato politicamente nel suo concetto, e non ho grande autorevolezza seco. Anzi, per risparmiarmi la fatica di riscrivere al detto canonico questa diceria, ti prego a tuo grande agio di comunicargli questa mia, e confortarlo a scrivere nello stesso tenore ; e son sicuro che lo farà di buon grado, perchè all'ultima sua mi chiese con istanza nuove di Paolo. Ora dopo , aver parlato di Paolo, passerò a Vincenzo, e ti dirò quali siano quelle sue occupazioncélle, di cui ho accennato di sopra. 11 numero dei miei discepoli è duplicato; cioè a dire, ho un discepolo, e una discepola. Tu ridi, eh ? Bada bene, che son lontano, e non ho paura della tue risa. Ti dirò di più che la mia discepola è una donzella di età assai tenera, con una certa soavità ravvivata da mollo spirito, ed una graziosa aria di fanciulla.
Vedi che buona fortuna per un prete e per un filosofo ! Ma acciò tu non creda che vi sia qualche rischio di una nuova o di una antica Eloisa, oltre alla mia figuraccia, che può assicurare chi mi conosce pure di vista, e alla decrepitezza del mio cuore, che dee assicurare chi mi conosce di pratica, ti soggiungerò che la mia alunna è sorella del mio alunno, e che il fratello assiste spesso alla lezione della sorella, o in suo scambio la madre, benché talvolta, assicurati forse della mia cera melensa, o della ingenua illibatezza della fap-eftilla, ci lascino soli. Tiemmi secreto pej? or del cielo, e non mandare attorno questa novella che mi è sfuggita nell'impeto dello seri* vere. Pensa che ridere ne farebbero i gesuiti e che romanzi di questo mio insegnare la lingua italiana a una donzella parigina. Fuori di questi due trattenimenti, quel po' di tempo che mi rimane, lo dò agli studi, se pur merita il nome di studio quel leggicchiare ch'io vo facendo. Kon veggo gente che la sera per l'ordinario. Ieri conobbi la persona, ed ebbi la commendatizia dell'egregio capitano. W parlai