Rassegna storica del Risorgimento
MICHEL ERSILIO
anno
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1958
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pagina
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320
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ERSILIO MICHEL
Ben altri che non chi scrive queste righe e ben prima di oggi avrebbe dovuto ricordare Ersilio Michel su questa Rassegna cui tanto assiduamente e valorosamente Egli aveva collaborato fin dalla sua fondazione. Chi doveva ricordarlo su queste pagine, oggi non è più: Augusto Mancini, cui soprattutto si deve ascrivere il merito della ricostituzione del Comitato livornese dell'Istituto, che, frantumato dagli eventi bellici, proprio per opera del Michel, suo instancabile ed indimenticabile Presidente, aveva tentato di riprendere la sua attività. Michel-Mancini: binomio veramente caro ad ogni studioso di storia del Risorgimento, specie se livornese; ed insieme ad essi un altro uomo, altrettanto caro ed insigne, vuol essere qui ricordato con commozione da chi scrive queste pagine: Luigi Pescetti, egli pure recentemente e prematuramente sparito. Ed è proprio con le parole con cui il Pescetti iniziava un suo Ricordo del Michel sulla Rivista di Livorno (1955) e che ben possono dirsi riassuntive e conclusive sulla vita di Lui, che anche questo ben più modesto ricordo vuole iniziarsi: Silenziosamente com'era vissuto è scomparso Ersilio Michel. Lo ha seguito il pianto dei compagni d'arme, che con Lui avevano combattuto e vinto sugli Altipiani e sul Piave; lo ha seguito il cordoglio degli studiosi e dei colleglli, che in Lui vedevano un esempio altissimo di attività e di probità scientifica; e, di più, sommesso ed accorato, dopo tante vicende e tante prove del tragico cinquantennio, Io ha seguito nel sepolcro il rimpianto affettuoso degli innumerevoli amici di Livorno e d'Italia.
Proprio così, come ben disse il Pescetti suo amicissimo, si concluse la vita del Michel, una vita che fu veramente un compendio armonico e mirabile di pensiero e di azione. Particolarmente attratto da studi su nomini e cose della Toscana nel Risorgimento, dedicò la sua tesi di laurea al moto mazziniano del 1857, cui poco dopo segui una monografia sulle Cospirazioni politiche in Toscana dal 1830 al 1835 per risalir poi ad un altro capitolo di storia su cui (nel Bollettino storico livornese) riporterà la Sua attenzione e la Sua indagine nell'età matura, vale a dire su Napoleone alVElba. Data la Sua predilezione per gli studi storici, era naturale che il Michel fosse fin dalla più giovane età uno dei più attivi e valorosi propulsori del Gomitato Toscano per la Storia del Risorgimento, di cui fu, successivamente, Segretario, Vice Presidente e Presidente, come attivissima ed apprezzatissima fu la Sua collaborazione a tutte le più importanti Riviste italiane ed estere, dalla Nuova Antologia alla Rassegna Nazionale, alla Rivista storica italiana, all'Archivio storico di Corsica e a tante, tante altre, di cui troppo lunga e difficile sarebbe la citazione. Né dallo scrivere mai lo distolse l'insegnamento, cui pure si dedicò nei ginnasi-liceo di Agrigento, di Grosseto, di Massa, di Firenze od infine di Roma, dove, per altro, breve fu il suo periodo della scuola, essendo stato destinato alle funzioni di bibliotecario prima alla Sezione del Risorgimento nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele, e quindi nella Biblioteca Centrale del Risorgimento. Ma come scoppia la prima guerra mondiale, quello che sembrava un topo di scaffali più o meno polverosi, un tranquillo é sereno ricercatore di documenti del passato, si improvvisa un magnifico attore dell'ora storica che è suonata. Chiuso il libro, il Michel