Rassegna storica del Risorgimento

MICHEL ERSILIO
anno <1958>   pagina <321>
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Amia scomparsi 321
prende il fucile, e lo tiene ininterrottamente per quattro anni, non già nelle retrovie, ma fra gli alpini: da sottotenente, attraverso ben quattro promozioni per merito di guerra, diventa maggiore, è gravemente ferito due volte, e le ferite ricopre con tre medaglie d'argento: è salvo per miracolo a Caporetto, dove si trova alla testa del sno battaglione, quasi totalmente distrutto. Finita la guerra, dopo un altro breve periodo trascorso quale e coman­dato presso il Gomitato Nazionale per la Storia del Risorgimento, ritorna alla scuola ed ai suoi prediletti studi di storia risorgimentale, finché, nel 1925, un ponderoso impegno assorbe pressoché tutta la sua attività scientifica con la fondazione àclVArchh-io Storico di Corsica, la cui redazione real­mente grava in massima parte su lui; ma pari al gravame è la passione che lo anima in questa sua opera, che lo studio della storia di Corsica, (ed in par­ticolare del generalato di Pasquale Paoli) è sempre stata per Lui una delle maggiori attrattive. Quando poi, nel 1936, si ricostituiscono le Deputazioni di Storia Patria e gli Istituii Storici, il Michel è nominato Presidente della Deputazione Toscana e del Gomitato livornese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento; ed all'una ed all'altra istituzione dedica l'opera sua con appassionato fervore, riuscendo a dar vita, nel 1937, ad un Bollettino storico livornese, intorno a cui si raccolgono i migliori studiosi, e che, tron­cato poi dalla guerra, tenterà, ma pur troppo invano, di riprendere le sue pubblicazioni nel 1950, sotto altra guida. Le poche annate che sotto la sua direzione si pubblicarono rimangono una fonte veramente preziosa per gli studi sul dominio napoleonico all'Elba e su Livorno nel Risorgimento; sono pagine in cui il Michel soprattutto non solo obbiettivamente ricostruisce e mette in luce sotto ogni aspetto gli uomini più rappresentativi e gli avveni­menti pia. notevoli della sua Città nel periodo del riscatto nazionale, ma anche toglie dall'oblio tanti altri uomini e fatti pur meritevoli e degni di ricordo e di studio. Senonchè, la particolare passione per la storia della sua Livorno non lo distoglie dall'amoroso studio della storia della più grande Patria; ed infatti egli si dedica con fervorose, minuziose ricerche a ricostruire la vita di esuli italiani, seguendoli, diremo quasi diuturnamente ed ansiosamente, in ogni tappa della loro vita raminga; e si hanno così i suoi densi volumi sugli esuli nostri in Algeria, in Corsica, in Tunisia, in Egitto, a Malta, a Gibilterra, in Albania: egli è il fotografo della loro vita, un foto­grafo che non vuole rendere immagini più o meno deformate, che fissa l'obiet­tivo nella sua vera luce, che non rifugge dai chiaroscuri, ma di cui tu senti pur sempre l'ansia spirituale che si ripercuote in ogni scatto della sua macchina da presa. Occorrerebbero parecchie e parecchie pagine per rievocare, preci­sandola, l'opera del Michel nei suoi innumerevoli articoli, nella indefessa attività propulsiva da lui spiegata negli istituti di studi storici: sfogliando tutte le annate de La Rivista di Livorno, edita dal veramente benemerito Circolo Filologico Livornese, ohe distrutto, anch'esso, dalla guerra, più non ai è potuto ricostruire; di Libami Civitas ed infine e particolarmente del già ricordato Bollettino storico livornese, si può dire che non si trova un fasci­colo che non rechi una pagina od almeno una nota del Michel, scrittore ed animatore instancabile, rievocami- uomini e cose del Risorgimento nella sua città: e proprio chi Lo rievoca in queste pagine Lo rivede andare da un amico all'altro, compitissimo e gentilissimo sempre, a richiedere con scuse e sorrisi ma con quasi diuturna insistenza, il pagamento del debito di un