Rassegna storica del Risorgimento
SPELLANZON CESARE
anno
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1958
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pagina
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324
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324 Amici scomparsi
banicnte illustrata con riproduzione di stampe e di documenti, ma è un. ripensamento complessivo ed originale, con l'uso e il dominio di una letteratura sterminata e di tutti i documenti accessibili; è insomma sul Risorgimento uno dei più importanti lavori dei nostri giorni, compiuto da un unico studioso, in condizioni di lavoro quanto mai difficili e con abnegazione rara. E anche la cultura ufficiale , mostrò di apprezzare l'opera che ottenne un premio dall'Accademia d'Italia.
Allorché uscì il quinto volume, A. M. Ghisalberti lo recensì ampiamente sul Giornale d'Italia. Dopo aver ricordato il suo primo incontro con lo Spellanzon, avvenuto nel 1933, durante una sosta dei lavori del Congresso di storia del Risorgimento, sul campo di battaglia di San Martino, cosi proseguiva: L'opera, che onora altamente con l'Autore l'editore per la magnifica veste tipografica e la copiosità del materiale illustrativo, è fondata su una documentazione della quale sarebbe difficile desiderarne una più ricca. Atti parlamentari e pubblicistica polemica, materiale italiano e straniero, edito e inedito, hanno consentito allo Spellanzon tanta singolare larghezza di ricostruzione e così sperimentata perizia di giudizio .
Nel 1951, in occasione della ristampa del I volume, Spellanzon aggiunse un'Avvertenza assai significativa per la conoscenza, anche psicologica, dell'uomo e dello storico. Scrisse che, nonostante fossero trascorsi ben 18 anni dal lontano 1933, durante i quali molti e profondi mutamenti si erano verificati, egli non aveva bisogno di mutar nulla nella sua narrazione: il fine proposto rimaneva sempre lo stesso, una schietta finalità di educazione civile, una maggiore comprensione del passato per educarci, cioè per renderci più consapevoli dei nostri doveri. In uno storico che non avesse avuto l'alta tempra morale dello Spellanzon, sostenuta da un forte ideale etico, che rimane il motivo ispiratore centrale, il metro (e, insieme, il limite) del suo giudizio storiografico, questo intento si sarebbe fatalmente risolto in una forma di pedagogismo basato sulla pretesa di trarre dal passato un utile ammaestramento per i casi presenti, in Lui rimase sempre Yoccasìonet nel senso goe-thiano del termine, per un ripensamento onesto del passato, suggerito assai spesso da un amaro presente.
GIUSEPPE TALAMO