Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <327>
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Libri e periodici 327
ghesi; però, checché si dica (e anche su ciò molte infatuazioni si han da rive* uére) non ebbe esso forza di sottrarsi alla tutela aristocratico-clericale né seppe adeguarsi del tatto alla temperie spirituale del momento. Fa cultura ancora in prevalenza accademica, retorica ed erudita, e se qualche sentore ebbe del Vico e del Machiavelli, fu tutta legata ancora alla filosofìa sensista o Baconiana e chiusa in se, incurante delle accese dispute che si svolgevano allora in Francia su Cartesio e su Leibnitz o dei gravi problemi che si dibattevano, in Inghilterra, di economia e di scienza,
E se non mancarono, sebben radi, gli accenti di risveglio patriottico, essi non andarono al di lì del cerchio concreto delle aspirazioni regionali (il famoso disegno federalistico del Nupione non fu invero che un'illusione) ne alcuna voce che abbia avuto qualche seguito sorse mai ad associare le forze regionali attorno ad un programma di difesa nazionale. Comunque, convien almeno arrivare all'in-circa sino al 1840, o gin di lì, perchè, sotto il premere del nuovo movimento generale delle idee (e vi influì pure in parte, più che non si creda, lo spirito giansenistico, assai vivo in Piemonte sin dagli anni di Vittorio Amedeo H e affermatosi di poi decisamente in forme democratiche) perchè la borghesia piemon­tese, in accordo spesso con la nobiltà più dotta e progredita, sappia svincolarsi definitivamente dall'antico vassallaggio e proceda, contro ogni tentativo di resi­stenza dei gesuiti o del Principe, senza esitanza, nella sua azione magnanima di rigenerazione del popolo (come dirà il Boncompagni) con l'educazione e con la libertà . JIAHINO CIHAVECM
GIOVANNI TABACCO, Andrea Tron (1712-1785) e la crisi dell'aristocrazia senatoria a Venezia (Università degli studi di Trieste, Facoltà di Lettere, Istituto di storia medioevale e moderna, n. 2); Trieste, 1957, pp. VII-216, in 8. S. p.
Nella vita europea del '700 si fa acuto il contrasto fra le tradizioni morali e culturali dell'aristocrazia detentrice del potere politico e la realtà delle cose nel suo sviluppo. A Venezia poi il contrasto diviene drammatico, nell'affannosa ricerca d'una soluzione che permetta alla Repubblica di sopravvivere adeguandosi alla situazione dell'Europa. S'impone ai funzionari e ai magistrati un'operosità multi­forme e febbrile, che dagli storici a noi più vicini è stata variamente considerata, ispirata ad un illuminato assolutismo (secondo il Petrocchi), dimostrazione di paratoti intellettuale (secondo il Berengo). Questa diversità di giudizi si spiega, per il Tabacco, con la contraddizione insita nelle istituzioni e negli uomini del *700 veneziano, che muovono verso un nuovo equilibrio con tratti che sono talora illuminati e lal'altra reazionari, progressisti e conservatori.
La ricchezza di vita che si manifesta nella gerontocrazia x> veneziana del secondo '700 è messa magistralmente in luce dal saggio di Giovanni Tabacco su Andrea Tron, tipica figura di patrizio dominante per anni in Senato. Per questo libro Io storico si è valso di materiati diversi degli archivi veneziani e viennesi (nonché torinesi e privati), sviluppando la ricerca in tutta la sua profondità da buon medievalista e traendone una messe Insospettata.
Premesso un ampio capitolo sulle tradizioni morali a le strutture politiche della Repubblica, nel quale 8 delineato Un preciso quadro dell'aristocrazia attiva e responsabile che sentiva le esigenze di rinnovamento, ma non intendeva turbare la fedeltà alla tradizione, l'attenzi onc dell'Autore si ferma su tre principali mo­menti dell'attività politica del Tron: la politica estera. Tu politica ecclesiastica, hi politica economica.