Rassegna storica del Risorgimento
SPELLANZON CESARE
anno
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1958
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pagina
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329
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Libri e periodici 329
RENATO ZANCHERI, Prime ricerche sulla distribuzione della proprietà fondiaria nella pianura bolognese, 1789*1835 (Istituto di Storia economica e sociale dell'Università dì Bologna, Fonti e ricerche, 1); Bologna, Cappelli, 1957, in 8, pp. 94. S. p.
Gli studi sol regime fondiario italiano dal '700 in avanti, che da qualche anno vengono pubblicati sulla base di ricerche catastali, di statistiche tributarie, di relazioni, di censimenti ecc. hanno lo scopo di delineare lo svolgimento dell'eco* nomia agraria, della tecnica agricola, della distribuzione del possesso terriero in relazione sia agli spostamenti della grande proprietà (ecclesiastico, nobiliare, borghese), sia alla liberalizzazione della terra e alle misure di perequazione fiscale
I catasti lombardi, toscani, bolognesi, ecc. tra la fine del '700 e i primi decenni dell'Ottocento, unitamente olla legislazione Bulle acque (per esempio nel mantovano, da Macia Teresa in avanti), all'introduzione della Ferma, alla vendita dei beni ecclesiastici nel periodo francese ecc., costituiscono alcuni punti di riferimento indispensabili per la valutazione dello sviluppo dell'agricoltura nel scc. XV111: sviluppo che, in Italia, avviene contemporaneamente a (niello similare di altri paesi europei.
Dando avvio ad una serie di ricerche sulla distribuzione della proprietà nello Stato pontificio, Zangheri ci dà, con questo accuratissimo studio, un primo saggio delle sue indagini rivolte per ora a 15 comuni della bassa pianura bolognese tra il Reno e hi Quaderna, per gli anni che vanno dal 1789 al 1835.
Studiando la condizione della proprietà con la venuta dei Francesi e la vasta trasformazione colturale avvenuta in questo periodo, specie per ciò che concerne la formazione delle risaie, l'autore dopo aver descritto le fonti del suo lavoro (i Catasti Buoncompagni, 1789; e Gregoriano, 1835; e i Libri dei trasporti del Catasto Buoncompagni, 1804) e dopo aver individuato la portata del movimento riformatore del '700 bolognese e l'opposizione deìParistocrazia, arroccata nel Senato - si ferma a cogliere pani lamento gli aspetti più significativi dei provvedimenti relativi al Piano economico, notificato nell'agosto 1780 e portato a termine solo nel 1789.
Nel nuovo catasto, che usa la stima peritale in luogo del sistema delle denunce (ci permettiamo a questo punto di ricordare l'opera di Giuseppe Cantoni di Como, che era stato geometra della Giunta censuaria di Mantova, per l'incarico affidatogli della revisione delle misure effettuate dai periti nella stima e misura dei terreni), à accoglie il criterio della intrinseca attività, per cui oggetto dell'imponibile è il frutto della terra al netto del capitale fisso come del capitale circolante (p. 21): in tal modo il catasto, essendo stabile la stima e stabile il carico tributario, era un potente stimolo al progresso agrario (illuminante a questo proposito l'esempio portato dall'autore sull'ampliamento della coltura della canapa).
Assai utili infine sono le delucidazioni portate in campo sul catasto gregoriano (1835), sulla scarsa comparabilità e utilizzazione dei documenti catastali, sulle intestazioni delle ditte proprietarie ecc. Tramite una serie di tavole e attraverso la distinzione tra proprietà di enti e di privati, veniamo a conoscere le percen* tnoli di proprietà degli enti ecclesiastici (9,72 della superficie, alla data del 1789), e del privati (divisi in cittadini, fumanti e forestieri; oppure in nobili, borghesi ed ecclesiastici), ed infine la distribuzione della proprietà secondo la Faperficie e le percentuali relative eoe*
Poiché non si può seguire nella- suo acuta analisi l'autore, che Btudia poi lo volture catastali aggiornate al 1804 (con lo diminuzione della proprietà ecclesia* etica da 9,17 del valore imponibile a 2,10 ), i trasferimenti di proprietà con accrescimento della grande proprietà borghese ecc., ed infine confronta i dati precedenti con quelli relativi al catasto del 1835, dobbiamo accontentarci qui di.