Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <330>
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Libri e periodici
accennare ad alenar, conclusioni: la decadenza della proprietà de ni i cui i ecclesia* stiri, la presenza sia pur decrescente della proprietà nobiliare (che passa dal 77,70 della proprietà di privati nel 1789, al 51,48 del 1835), l'accresci-mento del patrimonio terriero della borghesia, con avanzamento della grande proprietà (cfr. a p. 66 le idee espresse dal Minghetti nel 1843 nella sua memoria Della proprietà rurale). RENATO GlU8T
Memorie di don Enrico Tozzoli sulle cause della congiura del 16*50, a cara di E. FABIO ; Mantova, Comitato di Mantova dell'Isti luto per la storia del Risor­gimento italiano, 1958, pp. 57. S. p.
Le Memorie del Tazzoli erano state pubblicato integralmente, per la prima volta, da A. Luzio, nel 1886. Successivamente, ne aveva utilizzato qualche brano il Cantù nella sua biografìa del Tazzoli (Del prete E. 7, estr. dalla Rassegna Contemporanea), ed infine, ne aveva inserito il testo l'Urangia-Tazzoli nel volume: Don E. T. e i suoi tempi (Bergamo, s. a.). Malgrado ciò, erano scarsamente accessibili per la difficoltà di trovare l'edizione del Luzio o lo scritto dell'Urania. Particolarmente interessante è, dunque, l'iniziativa del Fario che, in occasione del IX Convegno storico toscano, tenuto a Castiglioncello dal 25 al 28 aprile 1958, ha curato la pubblicazione delle Memorie, che sono state distribuite agli intervenuti, quale omaggio del Comitato mantovano dell'Istituto per la storia del Risorgimento.
Il volumetto, dal testo accuratamente corretto, costituisce un interessante con* tributo allo studio della figura del Tazzoli, mentre una sobria presentazione del Fario mette in particolare evidenza l'attività non solo del Tazzoli, ma del clero mantovano in genere, nelle cospirazioni contro l'Austria.
L'elegante ed accurata veste tipografica accresce il pregio del volumetto.
GIUSEPPE CONIGLIO
MARCELLA PELLEGRINI, Le condizioni economiche, sociali, culturali e politiche di Jesi dal 1849 al 1859-, Jesi, Biblioteca comunale, 1957, in 8, pp. 108. S. p.
Dopo le manifestazioni eroiche dei primi moti liberali, culminate nei fatti del '48, inizia a scorrere per l'Italia un periodo il celebre decennio di pre­parazione meno ricco, pur se non del tutto privo, di avvenimenti gloriosi, nel quale .si approntano basi solide, che non falliscano, al momento della prova, le speranze in esse riposte. L'entusiasmo quarantottesco dei carbonari e delle barricate lascia il posto alla pia fredda e lucida coscienza della necessità di alleanze, prese di contatto, trattati, accordi, discussioni diplomatiche, guerre anche, ma non dettate dal sentimento, bensì dal calcolo della convenienza.
In tale periodo di aspettativa, di attesa, di calma - anche se era quella calma guardinga e sospetta che precede la tempesta non si illustra particolarmente lo Stato pontificio, né esigono particolare citazione le Marche. Eppure, guardando pili a fondo, scandagliando con cura, esaminando, comparando, riflettendo, ecco che Io studio di Marcella Pellegrini porta alla conclusione che un fermento, par* titolarmente a Jesi, era vivo; che le nuove idee, dilagate un po' dovunque, lievi lavano, sia pur con lentezza, anche in questa ritta dello Stato di Pietro; che la vita sociale in genere aumentava il suo livello, migliorava la condizione degli abitanti, produeeva <una aristocrazia liberale ed una borghesia industriale arti giano che si orientavano verso la Casa Savoia .
Sicché, ae nel '48 erano partiti per la guerra, in un impeto di amor patrio, soprattutto i giovani appartenenti alla classe dei lavoratori, ora é l'altra classe