Rassegna storica del Risorgimento
SPELLANZON CESARE
anno
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1958
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Libri e periodici
immaginare come in tanto numero non mancassero i cattivi soggetti, i facinorosi, gli avventurieri, i rei di delitti comuni. Infatti non tardarono a verificarsi incidenti e disordini, con attentati e infrazioni alle leggi di polizia. In seguito a una dimostrazione nel quartiere franco e per le vie della città con imprecazioni contro i Borboni di Francia e gl'imperatori d'Austria e di Russia e la Santa Alleanza si procedette a numerosi arresti di carbonari e di individui faziosi che, per ordine del governatore del luogo, il giorno dopo furono imbarcati, e rinviati in Europa. La lezione ebbe effetti salutari; tant'è che incidenti così gravi non si ripetettero più, anche perchè- i consoli europei riuniti approvarono una specie di decreto che regolava, 6ia per Alessandria sia per il Cairo, l'ammissione e la dimora dei forestieri e, tra l'altro, stabiliva che coloro che vi giungessero pei trovarvi una occupazione di qualsiasi specie sarebbero stati rimandati in patria qualora entro quindici giorni non avessero avuto modo di sistemarsi. Cominciò cosi un ristagno, o meglio, una remora nell'afflusso degli emigrati, anche perchè ih verità non si sentiva più come un tempo la necessità nel paese della mano d'opera degli artigiani italiani, Ma se gli Italiani, la cui collettività contava allora in Egitto circa sei mila persone, cominciavano ad essere sostituiti dagli indigeni nell'esercizio delle arti e dei mestieri, per altro non poterono esserlo tanto facilmente nelle mansioni più delicate della politica di governo e della pubblica amministrazione, nelle ricerche scientifiche e nelle scoperte, nelle esplorazioni* archeologiche, nelle quali cose tutte lasciarono tracce indelebili. (Basterà ricordare di sfuggita i nomi del citato Drovetti, che ebbe enorme influenza sull'animo del pascià e che fu messo a parte di tutti i segreti di Stato; dei primi pionieri dell'egittologia Belzoni di Padova e Caviglia di Genova; di Lorenzo Masi, che introdusse in Egitto un regolare catasto e insieme con Gerolamo Segato compì stndì per la escavazione del canale di Suez; di Giovanni Miani, che iniziò una serie di viaggi spingendosi sino a Karthum e che meditò l'impresa grandiosa di andare alla scoperta delle sorgenti del Nilo; di Carlo Piaggia e di Orazio Antinori, che raggiunsero il paese dei Niam-Niam senza altro poterlo penetrare perchè disfatti dalle piogge, dalle febbri e dalla dissenteria).
Fallita la causa costituzionale e ripristinati a Napoli e a Torino i governi assoluti, quanti si erano compromessi durante il periodo rivoluzionario per sfuggire alle inevitabili vendette e rappresaglie calcarono la via dell'esilio: molti di essi giunsero anche in Egitto, ma non subito né tutti assieme, e anche da paesi diverri nei quali avevano cercato un primo rifugio. Quelli che avevano esercitato la professione delle armi trovarono impiego, prima o dopo, nell'esercito egiziano che andava sempre più ordinandosi all'europea e crescendo di numero. Parteciparono pure a vari combattimenti distinguendosi per lo più per capacità tecniche e per bravura (così, ad esempio, durante la guerra turco-greca e nella prima campagna dì Siria). Molti spiegarono una singolare capacità nelle industrie a carattere militare, come le costruzioni navali, la fabbricazione delle artiglierie e delle armi da fuoco, la produzione del salnitro; e molti ebbero parte principale nel-l'arsenale del governo. I fuorusciti più numerosi erano ì toscani, i napoletani e i siciliani ; ma i piemontesi e i liguri appartenevano a una classe più elevata e diedero prova di maggiore attività in tutti i campi, compreso il commerciale. Per sorvegliare questi espatriati politici, per tutelarne gli interessi, per facilitare e corroborare l'azione del consolato generale di Alessandria, nel novembre del 125 ai era istituito al Cairo un Vice consolato sardo* poiché era intendimento del governo di Torino (e tale fu sino al '61) clic tutti i suoi sudditi fossero ammessi a godere di tutte le facilitazioni, le concessioni, le franchigie che potessero essere accordale n tinelli delle altre potenze.
Dopo la capitolazione di Venezia l'affluenza degli esuli aumentò notevolmente. Erano in massima parte lombardo-veneti. Quando i loro rappresentanti, Gerlin e Concimo, dovettero deporre il loro mandato avendo cessato di esistere il governo