Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <334>
immagine non disponibile

334 Libri e periodici
continue notizie da Alessandria sul movimento degli emigrati, e ai interessava particolarmente a far nuovi proseliti alla causa democratica, a diffondere scritti mazziniani e circolari, a raccogliere sottoscrizioni per gli sfrattati e anche a cercar di collocare i profughi privi d'impiego e- di- risorse. La corrispondenza tra il Fahrizi e il Piazzi si fece più nutrita nel '55, quando la situazione generale del­l'Europa, provocata dalla questione d'Oriente, teneva inquieti e sospesi gli animi degli esuli che nell'Egitto andavano peraltro assottigliandosi (nel '52 molti di essi, per lo più meridionali, erano stari rimpatriati essendo privi di mezzi, perche sempre più incerte si facevano in Egitto le condizioni economiche interne per la crescente diminuzione dei traffici). Nell'aprile del '55 il Fabrizi iniziava la pub* blicazione di un giornaletto clandestino che doveva soddisfare alla naturale curio­sità degli affigliati al partito di apprendere le notizie politiche del giorno, specie quelle che non si leggevano negli altri giornali, e nel tempo stesso segnare le direttive della condotta da seguire. Il giornaletto, di cui nessuno prima del Michel si era occupato di proposito, durò per più di un anno e mezzo, mutando spesso di forma e anche di titolo (sino al numero 47 si chiamò Rivista Ebdomadaria, dai numeri 48 al 51 II Dispaccio; dal 59 all'80 II Dispaccio Nazionale e infine Cronaca Ebdomadaria), Vi era data larga parte alla questione d'Oriente e alla guerra di Crimea; ma vi si informava anche della politica dei vari Stati d'Italia e d'Europa, di arresti avvenuti di liberali e delle misure reazionarie, Naturalmente gli articoli non erano firmati né vi figurava il nome dell'editore. Varie copie furono inviate in Egitto e il Piazzi si diede premurosa cura a diffon­derle. La propaganda mazziniana, cui il Michel dedica buona parte del suo folto volume, continuò in Egitto sino alla formazione del nuovo Stato italiano, ma andò a mano a mano diminuendo di vigore, specie dopo i falliti moti di Milano e della Lunigiana, e, soprattutto dopo il Congresso di Parigi, per l'accostamento sempre più sensibile dei liberali verso il partito moderato piemontese.
Avvenuta la proclamazione della monarchia costituzionale nel '61, molti esuli lasciarono il paese che li aveva per tanti anni benignamente ospitati, ma molti, come già si è detto, vi rimasero per continuarvi le mansioni dei loro importanti e Inerosi uffici nell'amministrazione locale o l'esercizio delle loro professioni e non pochi connazionali vennero a'fissarvi la loro dimora, attratti dalla speranza di far fortuna. E cosi, come afferma il compianto Michel concludendo la sita ultima pregevolissima fatica, di cui abbiamo sol toccato i punti più salienti, data la vastità dell'opera, sempre più si andò rinsaldando nella nostra fiorente colònia mediterranea la coscienza dell'unità politica nazionale che vi si era formata o manifestata invero assai prima che tra gli Italiani dello diverse regioni della Penisola. MASINO CIBAVEGNA
PASQUALE Umica, Rievocazioni mazziniane; Torino, Il pensiero mazziniano, 1957, in 8>, pp. 208. L. 500.
Non è questo un volume compiuto, ma, come lo chiama più volte lo stesso autore, un'antologia; una raccolto dt vari articoli apparsi per lo più in periodici, giornali, o addirittura opuscoli tra il 1946 ed il 1957. Argomenti diversi, e nep­pure tutti aventi al centro Mazzini - - vedi, nn esemplo per tutti, la rievocazione dei Martiri di Belfiore ; del che, Riluco è cosciente* ammettendo nella prefazione che forse il titolo potrebbe non apparire pertinente in senso assoluto. Ma certo pertinente resta, considerando 1 diversi brani secondo il filo conduttore che li unisce, l'idra inpiratriec che li accomuna: la esaltazione dell'opera di Mazzini