Rassegna storica del Risorgimento
SPELLANZON CESARE
anno
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1958
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pagina
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335
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Libri e periodici 335
'"elle idee, nella predicazione, nelle azioni, e contemporaneamente- negli effetti che l'esempio del Genovese provocò in chi sentì vivo l'influsso di quell'anima agitata, tormentata, torturata da un ideale che la perseguitava con una continuità allucinante: Italia una, libera, indipendente, repubblicana.
come la forza, la suggestione d'un tale nomo fu evidente nei Martiri di Belfiore e nei Bandiera, in Ruffìni, e in tanti altri - così appare viva nella commossa rievocazione di Pasquale Rilucei, che si fa sacerdote, più che storico, di Mazzini; si dice questo per sottolineare l'entusiasmo che pervade i saggi, insieme ad una cieca dedizione e ad una completa fiducia in quegli ideali, dei quali la realtà storicaj e la possibilità di applicazione non sembrano certo all'autore essere oggi diminuite, ma anzi sommamente auspicabili.
Commovente il ricordo di Maria Drago Mazzini, cui, il giorno dopo la morte, Mazzini, ignaro di tanta sventura, ancora scriveva; e della quale la tomba, contrassegnata solo da un numero, fu per alcuni giorni vegliata da. due carabinieri, non a guardia d'onore, ma ad evitare visite di chi volesse trarne ispirazioni patriottiche.
Ma non serve portare esempi: dovunque, in ogni pagina, all'ossequio della ragione deve unirsi la commozione del cuore: dovuto quello al genio del patriota ligure, provocata questa dall'intensa, profonda penetrazione con cui il Ritueci ne scrive.
E questo è merito grande del nostro autore: egli ha espresso qualcosa che serve alla mente e fa bene all'anima. RICCARDO RINALDI
Atti del Comitato trapanese dell'Istituto per la storia del Risorgimento, raccolti da Gianni Di Stefano; Trapani, G. Como, 1957, in 8, pp. 217. L. 2000.
Un buon indice di vitalità del Comitato Trapanese delllatìtuto è offerto da questo libro, che si apre con due saggi di Salvatore Romano (Riformatori e popolo nella rivolta palermitana del 1773) e di Tommaso Mirabella (Pensiero politico e giornalismo in Sicilia -durante .gli unni -184R-1849). Il primo considera la rivolta -del 1773 come un moto promosso dal popolino (dai proletari), ma praticamente diretto dalle maestranze, ostili, per motivi economico-sociali, a mercanti e a baroni ; stadia, quindi, i rapporti di quest'ultima rivolta artigiana di vecchio tipo con le tendenze riformatrici e con una corrente del clero siciliano, che sarebbe stata giansenista e filoilluniinista. Il saggio di Mirabella riguarda soprattutto il formarsi di un pensiero regionalista siciliano, ostile tanto al separatismo come all'accentramento, e interessa perciò in modo particolare le idee e l'azione politica di Enterico Amari, di Francesco Paolo Perez, di Vito D'Ondes Reggio, nonché le reazioni suscitate dal pensiero giobertiano in Sicilia, soprattutto nell'ambiente gesuitico (in Luigi Taparelli, Giuseppe Romano, Matteo Liberatore!.
Una seconda parte del volume è dedicata alla pubblicazione di Documenti: Domenico Novacco presenta Lettera al Marchese di Torre Arsa dei Commissari siciliani presso i Governi esieri nel 1848 e nel 1849; Gianni di Stefano: Una lettera dì Giuseppe Gorrltte al Marchese di Torre Arsa sugli avvenimenti romani del febbraio 1849; Salvatore Cognata: Due lettera di Emetico Amari ai suoi elettoti del marzo 1848.
Nella terza parte sono Note ed Appuntili Michele de Vincenzi scrive di Opere Pie e Carbonari fai Erico; Gaspare Giannitrapani de La battaglia del Volturno la resa di Capita nelle lettere di uno dei picciotti* garibaldini (Emanuele Biaggini) ; Giuseppe Mavnro di Francesco Nicolosi, sindaco di Lercara tra il 1865 e il 1858; Salvatore Costanzo pubblica IVIenen. tratto dal catalogo del ran. Mi-