Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <339>
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Libri e periodici 339
Stefano Cavazzoni, nato a Guastalla, partecipò alle lotte della prima democra­zia cristiana a Milano alla line del secolo ecorso; nel 1904 divenne consigliere comunale della metropoli lombarda; fu attivo nel movimento cattolico e in quello sindacale; già neutralista accettò la guerra e vi partecipò; fu tra i fondatori del Partito Popolare clic rappresentò in Parlamento dal 1919. Ministro del lavoro con Mussolini, fu espulso dal partito il 16 luglio 1923 avendo votato a favore della legge elettorale fascista; nel 1924 si presentava nella lista nazionale e rientrava alla Camera, ove favorì il consolidarsi della dittatura, dalla quale ebbe diversi inca­richi (rappresentò anche l'Italia in varie commissioni della Società delle Nazioni) e alla quale rimase fedele.
Questo libro ci offre una vasta documentazione su diversi momenti della sua vita e sugli ambienti che frequentò: sul fascio democratico cristiano milanese nel 1899 come sul Centro Nazionale e sull*Unione Milanese, sulla partecipa­zione di Cavazzoni alle commissioni ginevrine (contro il traffico di stupefacenti.) e sul salvataggio delle banche cattoliche, sull'amicizia sua con don Orione e sulla collaborazione (nel 194243) al Popolo tt Italia.
Di particolare significato sono anche le dne commemora/ioni dei presidenti generali dell'Azione Cattolica Luigi Colombo e Luigi Gedda. Questi vede, come Ezio Maria Gray, in Cavazzoni l'apostolo del patriottismo cristiano, esaltando lo sua fedeltà alla Chiesa e il suo amore di Patria, che nello spirito di Stefano Cavazzoni dovrebbe animare ancor oggi i cattolici italiani. Luigi Colombo tende, invece, a chiarire la posizione assunta dall'Azione Cattolica durante la sua presidenza fra il 1922 e il 1930, sostenendo il principio dell'* apoliticità del* l'Azione Cattolica, principio che venne accentuato in quel tempo cosi da favorire oggettivamente il dominio fascista, ma che risponde certo alla natura di una istituzione che vuol essere religiosa e non civile. Colombo rievoca il tempo nel quale i cattolici si divisero fra sostenitori del Partito Popolare e fiancheggiatori del fascismo: la scelta dell'una o dell'altra strada egli aggiunge apparte­neva alla lecita libertà di giudizio ammessa per il cattolico nell'esercizio della sua facoltà politica, e le supreme autorità ecclesiastiche lasciarono naturalmente piena libertà di azione . Egualmente l'Azione Cattolica, secondo il Colombo, non poteva far distinzione alcuna fra ì seguaci di un partito d'ispirazione cristiana ed i fautori di un partito d'ispirazione anticristiana perchè degli uni e degli altri erano ottime le finalità. Cavazzoni giudicava che il dovere degli italiani fosse di seguire Mussolini: scelse la sua via di consapevole eollaborazione al governo fascista* nel libero esercizio della sua attività politica. Colombo segui con simpatia l'azione di lui e del Centro Nazionale, che ottenne dal dittatore alcuni provvedimenti favorevoli a istituzioni ecclesiastiche, e si dimise quando nel 1930 ritenne * di non poter autorevolmente interpretare correnti che miravano a tra­scinar l'Azione Cattolica nella lotta politica contro il Governo Fascista.
Se questo volume non può certo convincere il lettore che lineare, saggia e coerente alla professione cristiana sia stata l'attività politica di Stefano Cavazzoni, esso giova sicuramente alio storico ed anche alla memoria di un uomo, che pur ebbe tratti generosi e non privi di umana dignità. FAUSTO PONZI
FRANCO CATALANO, Filippo Turati {Biblioteca socialista, 6); Roma-Milano, Edizioni Avanti!, 1957, in 16, pp. 325. L. 500.
Fondata su un'ampia raccolta di materiale a atampa, questa ricostruzione della vita e dell'azione politica di Turati è utile per la serenità dei giudizi e per l'esatta collocazione storica della figura dell'uomo politico socialista nell'ambito del movimento operaio italiano e della democrazia radicale e sociale dalla fine del XIX al fascismo.