Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1918>   pagina <570>
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A. Colombo
cavare qualche buona commedia. Io, poiché sono del bel numero uno, vo osservando i loro difetti per guardarmene, e se avessi tempo vor- rei mandarti un ragguaglio di quelli che si trovano in Parigi, la­sciando in pace i nomi propri, e discorrendo per le varie classi, nelle quali si possono distribuire.
Ti dissi altra volta che nei nostri cicalecci politici io mi trovava quasi sempre dal sinistro lato. Ora che li conosco un pò* più e un po' meglio, bài da sapere che io sono da parecchi chiamato ffHppfota, unicamente perchè dico che tra Filippo e Nerone v'ha qualche diva­rio : e che il primo malgrado delie sue pecche è tale che la maggior parte degli altri principi di Europa non merita l'onore di essergli pa­ragonato. E quello che è più lepido si è, che molti di quelli, che tre mesi fa disperavano non che della Francia, ma della specie umana, e che in virtù del loro scoraggiamento erano quasi divenuti una buona parte di realisti, teste, appena mosse le armi di Lione, e rotte le lanterne della via di S. Martino, s'aprivano alla speranza dei se­coli aurei e della repubblica universale. E il crederesti ? Quando pen­deva la spedizione di Savoia, sognavano già la bandiera tricolorita piantata dal Genisio insino al Faro : e chiamavano fiacco ohi osava pur dubitare che quella impresa eroica fosse un atto da forsennati. E ciò elle fa stupire si è, che questi arguti e profondi statisti non sono solamente giovani sbarbati, ma uomini maturi, talvolta, a cui è da credere che il retto senso non mancasse, quando vivevano nella loro patria. Alcuni sono, che predicano la legge agraria, come runico ed ultimo rifugio ; vogliono che tutte le case siano di un solaio, le carrozze sbandite (salvo forse gli omnibiM) i teatri chiusi, le mense e le donne pubbliche come a Sparta, le chiese aperte di giorno e di notte, non per onorarvi il nome divino, ma per valersi degli altari e degli stalli, a guisa di talami, per propagare la specie umana. Non aggiungo, né esagero : né ti parlo degli sciocchi, o dei parabolani, ina di uomini ingegnosi, che discorrono seriamente, e s'indegnano, meravigliando, contro chi dissente da loro. Costoro, come puoi cre­dere, non tengono alcun conto degli statuti di Francia, e delle riforme che si sperano in Ispagna; e purché rivenga Gracco Babeuf, predili­gono I). Carlo ed Enrico quinto.
II numero delle teste tagliabili a sennò di costoro, per la lun­ghezza del calcolo, può spaventare un matematico. Si trovano altri, che non s'intromettono di politica, e consumano tutta la giornata nelle bische, nelle taverne, e nei bordelli. Altri (e questi qualche volta fan ridere, e altre cavan le lagrime) sono divorati dalla nostal­gia, sfuggono il commercio dei compagni, e si lamentano, e piangono tutto giorno, chi il grado perduto, chi il paesello nativo abbandonato,