Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <340>
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340 Libri e periodici
Filippo Turati, nato nel 185? a Canzo, frequentò le scuole elementari e medie in varie città d'Italia nelle quali il padre era comandato come prefetto; ma soprattutto a Cremona prima (dove conobbe Bi ssoluti, fraterno amico) ed a Bologna poi, alla scuola repubblicana del Carducci, venne a contatto con un mondo ricco di fermenti culturali e di passione politica. Cli Insegnamenti universitari, le amicizie (con Ferri, Loria, Gliislcri della Rivisto repubblicana), l'adesione al verismo dopo la laurea e il ritorno a Milano, le discussioni e la collaborazione alle riviste ecc. facilitano un generico avvicinamento al socialismo che era il sottinteso della letteratura veristica. (Sui primi orientamenti, le amicizie e le esperienze di Turati cfr. L. Cortesi, La giovinezza di F. Turati, in Rivista Storica del Socialismo (1958), a. I, n. 1, pp. 3-40).
Discutibile, perchè non sufficientemente dimostrato, ci sembra poi il tentativo del Catalano di individuare gli elementi dell'ideologia di classe nel verismo, nel positivismo, ecc.
Ad un socialismo di origine positivistica è intonato Io scritto: // delitto e la questione sociale (1882), in cui è da mettere in rilievo l'importanza che viene assumendo anche in sede politica il concetto di evoluzione. Una vera e propria maturazione è determinata in realtà soltanto dall'influenza di Anna Kuliscioff (dal 1885 in avanti) e dalla partecipazione al movimento operaio italiano, con la difesa del Partito Operaio contro lo scioglimento decretato dal prefetto di Milano (processo del gennaio 1887). Il distacco dalla democrazia sociale, nono* tante le speranze espresse anche più tardi, andava sempre più delineandosi: la costituzione del partito di classe era il naturale sbocco di tutta un'azione politica.
Non ci fermiamo né sulla fondazione del Partito socialista ne sull'opera svolta dal Turati dentro (e fuori) il partito durante gli anni più duri della fine del secolo dai Fasci italiani ai moti di Milano del *98; d'altro lato con l'elezione al Parlamento (1896), nel quale in varie occasioni propone riforme non socialiste, ma semplicemente democratiche, egli dà un maggior respiro alla sua azione con* tribuendo agli sforzi, coronati dal successo nell'età giolittiana, di avvicinare le masse alla vita della nazione.
Non si tratta solo di questioni di tàttica elettorale, di discussioni nell'ambito del partito, ma si tratta della stessa sopravvivenza del partito in un periodo in cui si fa più viva la pressione delle forze retrive del paese. (Sono da vedere in tal senso le lettere del 1898 di Andrea Costa, Anna Kuliscioff, Filippo Turati, pubblicate in Bollettino Storico Mantovano, a. I, n. 4, 1956).
La vittoria di Turati sulla corrente rivoluzionaria, dopo la bufera del '98, e la politica di appoggio al ministero liberale, e la vittoria della corrente sinda* calista-rivoluzionaria indicano la nascita, lo spostamento, all'interno del Partito socialista, di correnti e gruppi che tuttavia al congresso di Roma sembrano trovare un punto di contatto con la convergenza di riformisti e integralisti (a scapito dei sindacalisti) e in seguito con la definitiva vittoria dei riformisti al congresso di' Firenze. Ma nel periodo giolittiano le contraddizioni e le polemiche si fanno più aspre e conducono all'uscita dal partito di alcune personalità di rilievo; l'urto delle correnti (e il ripetersi delle scissioni) non avrà fine né con lo guerra di Libia né eoi conflitto mondiale: nell'immediato dopoguerra i contrasti tra rifor* misti e .massimalisti riproponevano il problema fondamentale del Partito Socialista.
REMATO GIUSTI