Rassegna storica del Risorgimento

SPELLANZON CESARE
anno <1958>   pagina <359>
immagine non disponibile

VITA DELL'ISTITUTO
CELEBRAZIONI 1959-1961. - Si invitano i Comitati che ancora non vi ab­biano provveduto a prendere accordi con le locali autorità civili e culturali per pre­disporre le manifestazioni celebrative del triennio glorioso del conseguimento del­l'Unità. In modo particolare ti raccomanda, sull'esempio di quello che già stanno facendo numerose sezioni dell* Istituto, di pensare a convegni di studio provinciali o interprovinciali, ehe, meglio di tante manifestazioni occasionali e retoriche, giovano a tener vivo il ricordo dei grandi eventi di quel triennio. I Comitati stessi sono pregati di dare tempestiva comunicazione alla Presidenza dell'Istituto delle decisioni prese. Di questo argomento sarà ampiamente discusso nella seduta della Consulta, che avrà luogo in occasione del congresso di Bari, lunedi 27 ottobre p. v. alle ore 19.
Come negli anni precedenti i Presidenti dei Comitati sono pregati di intervenire olla seduta stessa o, in caso di loro impossibilità materiale, di farsi rappresentare da qualche socio iscritto al congresso o, eventualmente, da un presidente di altro comi­tato. Nell'un caso e nell'altro avranno la compiacenza di munire di regolare delega scritta il loro rappresentante.
* * *
BOLOGNA. - Il prof. Franco Valseceli! nel maggio u. s. ha parlato, su iniziativa del Comitato, sul convegno di Plombières.
Togliamo dal Resto del Carlino del 2 luglio, il resoconto del convegno di Studi sulla Società Nazionale .
Si è svolto ieri a Bologna nell'aula magna del Collegio Irnerio, un convegno di studi storici promosso dal Comitato bolognese dell'Istituto per la storia del Risor­gimento italiano, sul tema: La Società nazionale italiana nel centenario della fon­dazione. Alla manifestazione, che si inserisce, concludendolo, nel ciclo delle cele­brazioni centenarie degli avvenimenti italiani del 1857 e 1858, han presenziato il Magnifico Rettore della nostra Università prof Gherardo Forni, noti studiosi ed uno sceltissimo pubblico.
Dopo il soluto porto agli intervenuti dal prof. Eugenio Dupré Theseider, ordi­nario di Storia medioevale presso il nostro Ateneo, e commissario straordinario della sezione bolognese dell'Istituto per la storia del Risorgimento, il prof. Eugenio Artom dell'Università di Firenze, chiamato a presiedere il convegno ha preso la parola per inquadrare storicamente l'argomento dei lavori. La Società nazionale italiana fu costi­tuita il 10 agosto 1857 da Daniele Manin, dal marchese Giorgio Pallavicino, e da Giuseppe La Farina, come un'associazione che aliena da ogni congiura di vecchio stile intendeva offrire agii Italiani una formula politica nuova e chiara: l'unità d'Italia, a cui andavan sacrificati tutti gli interessi particolari; e poiché la dinastia sabauda era ìa forza pia valida attorno a cui organizzare l'unificazione della patria, la Società nazio­nale, coi aveva aderito anche Garibaldi reduce dall'America, si orientò subito in favore dada monarchia piemontese. L'associazione divenne così il segreto strumento, il mezzo migliore di penetrazione e di manovra, con cui Cavour agì nei diversi Stati italiani, La Società nazionale, ha Concluso il prof. Artom* resta un momento fondamentale del no­stro Risorgimento e un fatto decisivo in quello che fu lo sviluppo dell'unità italiana.
Dopo la lucidissima introduzione del prof. A rioni, il prof. Umberto Marcelli del­l'Ateneo bolognese ha presentato la prima comunicazione, sul tema: Cavour e la So­cietà nazionale dal '57 al '59 . Delineato la crisi del partito repubblicano dopo il '49, nata dalla stanchezza delle battaglie combattute invano, il relatore ha quindi trattato della assai meno nota, e quasi contemporanea, orisi del Cavour, che calmino nelle set­timane del Congresso di Parigi. Qui Cavour sperimenta la insufficienza della diploma*