Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1918
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pagina
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573
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Una leUroua inedita di V. fiioheW a P. Dionigi PimM 5ff
" Vengo alla intenzione principale di questa lettera, cioè alle nostre speculazioni politiche, pei' le quali specialmente mi posi a scrìvere questa volta, e poco mancò che io non le lasciassi indietro. Tu parli della Francia, dell'Austria e dell'Italia. Quanto alla prima, io non mi sono forse ben fatto intendere, perchè invero ho sempre convenuto teco, che per ora, e per qualche tempo non vi sia di qua possibilità veruna, non. che verosimiglianza di mutazione negli ordini civili. Ma di ciò tacerò per ora, perchè debbo scrivere al nostro esimio Agostino, * che me ne discorre largamente nella sua. Dell'Austria, penso come te, che non possa volgere gran tempo, prima che l'imperio d'oggi sia ridotto a sfasciarsi e perire. Le ragioni da te assegnate nella lettera al conte sono tali, che non si può replicare, né saprei che aggiungervi. Ma io non sol Tfódermi capace che lo smembramento dell'Austria, sovratutto riguardo alle Provincie italiche, possa succedere altrimenti, che per violenta rivoluzione. Fuor di questo, non v'ha altro mezzo immaginabile che i trattati, o le conquiste di qualche principe italiano. Un trattato, che tolga pacificamente là Lombardia e la Venezia all'Imperatore, per darle al re di Sardegna, o al granduca di Toscana, o anche ad un terzo prìncipe indipendente, ed italiano, civile o dispotico, non lo posso pur concepire, perchè noi posso conciliare in ver un modo cogli utili e eolle mire della Santa Alleanza. Delle conquiste parlerò fra poco.
Or dirò solo che ogni tentativo di questo genere porterebbe seco la guerra, e una guerra necessaria a tutti i despoti del settentrióne, e perciò lunga, dubbia, accanita e inevitabile, conciossiacbè tali conquiste sarebbero distruttive degli ordini stabiliti dal congresso di Vienna, susciterebbero molte rivoluzioni, metterebbero in compromesso ogni tirannide europèa che non ha altra via di salvarsi, o dirò meglio dì allungare la sua rovina, che col mantenere al possìbile lo stato presente di divisione e di dominio.
Ma forse la guerra non sarebbe pur necessaria : perchè il primo moto di un principe italiano, sorgerebbe una parola minacciosa ; o non bastando le parole, basterebbero pochi cannoni per farlo attutare. Alla peggio i Tedeschi valicherebbero il Ticino, a; É Piemonte invece di acquistare Milano perderebbe Alessandria. Mettimi le arti del Valentino e le prodezze di Eugenio di Savoia, uon posso credere ad un altro effetto. Forse tu intendi parlare di un lungo corso di tempo, in cui a poco a poco, rimutandosi da un lato le condizioni attuali di
1 il curato ài Sant'Agostino, aloè il Enologo Vincenzo Pongati, col quale SI Gioberti ebbe un lungo od hiterosffiulto carteggio in gran, parto ancora inedito.