Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <379>
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Intorno atta origina dolio Unga, deWItalia Cmtredc nl 1889 379
Non so so mìo nonno ed i suoi amia abbiano meditalo queste lettere rilevandone le incongruenze, annone l'inattuabilità pratica del piano di acume in esse prospettato* certo è cito ne attuarono nolo una parte* che è osella che a noi pia interessa, procedendo per il reato* cioè per la parte pregiudiziale e principale, logicamente e con molto coraggio, a loro proprio riechio e peri* colo. Ma leggiamo le lettere prima di commentarle*
LA CONTESSA CAROLINA TATTXNI A GIOVANNI MALVEZZI
Carissimo Gianni Torino 29 aprile 1859.
Io non Bono il corrispondente che voi vorreste, ma il povero Marchino è talmente affranto di occupazioni che è impossibile che possa-scrivere e mi ha incaricato di farlo in sua vece, per rispondere alle premure che mi I faceste fargli a vostro nome. Appena giunto <rui, come saprete, e stato posto al Ministero degli Affari Esteri primo segretario, vale a dire che fa tutto e che è incaricato di tutto ciò che riguarda le questioni diplomatiche colla Francia, l'Inghilterra e la Russia. Egli è stato tagliato fuori addirittura dai ciò che riguarda i nostri paesi e Cavour ha attaccato al suo Gabinetto La Farina per questa parte, dopo che la Società Nazionale e stata sciolta, come saprete. Egli ritiene firmamento che Boncompagni ha avuto istruzioni sopra ciò che vi sarà da fare. Marchino il primo giorno che allora potè parlarne insistè perchè il Piemonte avesse mandato nel caso della truppa Piemontese a Bologna. Gli fu risposto che sino che il Piemonte si teneva sulla difensiva era impossibile distorre da qui un solo soldato, ma che appena avesse ripresa Poffcneìva si sarebbe fatto questo immediatamente.
Sino ad ora, contro ogni aspettativa, i Tedeschi non sono entrati e non hanno quindi cominciato l'attacco,-ma da un momento all'altro potrebbe cominciare, corno ci sarebbe anche il caso che, se continua così, i Piemontesi ed i Francesi andassero ad attaccare loro; allora la.cosa cambierebbe aspetto
In quanto a eie che c'è da fare a Bologna egli non può quindi darvi istruzioni precise, perchè non c'entra e non se ne può occupare, ma quello che si può dire si è che non si possono né si vogliono dare istruzioni precise e che bisogna regolarsi dalle circostanze. Anche dallo lettere che io scrissi allora a Massari e alle quali non mi fu mai risposto categoricamente avevo capito che era difficile ottenere risposte precise.
Marchino mi dice che osserviate che sino che vi sono gli Austriaci a Bologna non c'è nulla a fare. Che pensiate pòfcche la Toscana ha offerto la Dittatura militare a Vittorio Emanuele e che questi ha risposto che non l'accetta, ma che accetta come un protettorato per l'armata, e per Vintemo durante il tempo della guerra. Marchino dice ancora di dirvi che qualunque determinazione si prenda che vi ricordiate di avere in considerazione Ninio, ' perchè tale è il preciso desiderio deW Imperatore e di Cavour. Questo è quello che mi raccomanda scrivervi ed io sto ai suoi ordini; Del: resto dice che voi avete abbastanza senno per capire e per regolarvi come dovete, prendendo norma dalle circostanze ed è poi persuaso che anche Boncompagni avrà avute istruzioni.
1) Nomignolo familiari} di Gioacchino Pepoll.