Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <380>
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Aldobrandino lUolwzxi
Io posso assicurare per la variti, ohii realmente Marchino non po oc caputi di quatto. lari dalla otto allo undici della nera tato al Moneterò e par vanire da me a ieri a oggi, ha prato il momento della coltrionc, che venne a laro qua. Dal reato la cote non poMoao andare di meglio. Oggi, dal tutto ingioine, viene la persuasione che i Tedeschi finiranno per abbandonare la legazioni presto* ma in quanto a ciò non ai può dire nulla. L'immobilità dell'Austria, paro incomprcnjibile. Non ò spiegabile che con un concentra­mento di forse a Piacenza, perchè Pianondarionr della LomeUiaa deve aver loro fatto abbandonare il progetto d'un colpo di mano verso Novara. Si aspetta il primo colpo di cannone da un momento all'altro.,. Vi assicuro che questo paese ò mirabile! X Francesi tono accolti perfettamente. L* Impera­tore sarà presto in Piemonte. Sono molto contenta d'essere qua in mezxo al centro delle operazioni.
Io spero che al momento anche a Bologna tutto procederà con ealma e con ordine. Siamo in bellissima posizione tutti.
Addio, caro Gianni, non so se avrò risposto a tutti i vostri desideri, ma ho fatto tutto quello che mi è possibile di fare. Voi comunicherete questa lettera a chi credete e nel modo che vorete. Tanti salati ad Augusta e a tutti i vostri figli anche per porte di Angiolino. Non vi scrivo di più.
vostra sempre aff.ma CT.1)
MARCO J4TNGHETTI A GIOVANNI MALVEZZI Caro amico Torino 6 maggio 1839
Appena giunto qui scrissi a Boncompagni com'eravamo d'accordo; pai la posizione officiale che occupo oltreché mi toglie al tutto fuori dell'argo­mento che v'interessa, m'impone dei riguardi che nella delicatezza del vostro' animo ben comprenderete. Gioacchino ha visto il carteggio e coi. Toscani e con Mczzacapo, e altre lettere confidenziali e fuori dal Ministero. Egli ò quindi informato pienamente dello stato delle cote.
Permettetemi di osservare che la condizione oggi e assai cambiata, dopo x fatti di Toscana, posto che il nostro paese non farà nulla sinché i tedeschi non l'abbandonino, nò questi lo abbandoneranno se non dopo una battaglia perduta qui, voi vedete gli eventi costì divengono la necessaria conseguenza delle grandi vicende, non sono più l'opera di alcun partito. il paese stesso che vuol concorrere otta guerra e salvare rordine interno. Io credo ehCsi- PCT molte ragioni che vi esporrà Gioacchino, l'esempio toscano sia il solo su cot si debba camminare. La dittatura militare i la sola cosa invocabile a senso anche di ehi vede tutti i rapporti politici. Ordine interno adunque e concorso allo guerra d'indipendenza; ecco le duo parole che dominano la situazione.
Se a questo fine dovrà farsi una Commissione governativa sarà neces­sario che ne faccian parto uomini non solo di Bologna, ma delle altre Pro­vincie. Fra questi ò importante che sin compreso Gioacchino.
) La coateua Catalina Tatuai, eerittriee di queata lettera, nasceva Pepoli, era olJ del maxeheae Gioacchino e figlia di Taddeo PepoU e di Lelia Sturai, natta di re Gioaccatao-e di Carolina Boaaparte. Archivio Malvoni de Medici.