Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <382>
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383 Aldobrandino Malvmxi
tale caso la costituzione da parte dei bolognesi di at Comminuta* gover-nativa , ritmiamo di Governo provvisorio! he sostituisce il legato ***,u> mendone interamente le funzioni* sarebbe avvenuta logicamente pffTNta-riamente.
Infine notiamo che la particella e indica una alternativa, unm coca che può avvenire o non avvenire- con ugnali probabilità. Perciò, adoperando quel te , parrebbe che il Minghetti prevedesse anche l'eventualità eh* la Commissione da lui ideata potette non celere costituita allatto; nel qual caso il Governo Pontificio avrebbe continuato a sussistere.
Il pensiero del Minghetti intorno albi capitale Questioni: della perma­nenza o delia decadenza del Governo Pontificio a Bologna è reao poi ancora più. oscuro dal preciso scopo ch*egli assegnava alla eventuale Commistione governativa, cioè semplicemente quello di mantenere l'ordine pubblico e di assicurare hi legittima difesa dei cittadini, dato che il Governo Pontificio era incapace di provvedervi da sé. Perciò ai potrebbe anche credere che il Minghetti concepisse hi istituenda Commissione come un organo aggiunto alla amministrazione pontificia al solo scopo d'impedire il ripeterai degli eccessi popolari di comune delinquenza verificatisi a Bologna noi 158~49-ai quali certo il Minghetti scrivendo ripensava. Questa esplicita limitazione dei poteri e della competenza della Commistione eventualmente costi­tuenda è poi molto chiaramente confermata dal Minghetti stesso, dato che egli aggiunge a ciò che ne scrive: Non è necessario entrare nella questione politica . Tale questione era" invece evidentemente quella pregiudiziale, fondamentale e capitale, non solò per quanto riguardava la Commissione, ma altresì hi situazione del Governo di Bologna nel suo-complesso.
Come si sarebbe comportato il popolo bolognese se, partiti gli austriaci che puntellavano il crollante Governo Pontificio, esso avesse nondimeno continuato a sussistete sia pur assistito da una Commissione di cittadini liberali?
Eppure tale assurda situazione pare che fosse davvero contemplata e desiderata da taluni in Torino, come dimostra il Massari che, come vedremo, deplorò l'azione rivoluzionaria dei liberali bolognesi, perchè avrebbe potuto creare imbarazzi al Governo Piemontese e sarebbe stata disapprovata al­l'estero.
Nella sua lettera al Malvezzi la- contessa Tattini scrive esplicitamente ehe il Governo Piemontese non vuole impartire istruzioni ai bolognesi chea albi condotta che essi avrebbero dovuto tenere nel caso della partenza degli austriaci da Bologna e che, non ostante le sue insistenze, anche il Massari? fedele Interprete, come sappiamo, della volontà del Governo, non le ha mai voluto dare chiare risposte in proposito.
Questa estrema riluttanza del Governo Piemontese a dare istruzioni precise o sia pur vaghe e sottintese circa ai rapporti che, liberati dagli austriaci, i bolognesi avrebbero dovuto avere col proprio Governo, sembra indicare da parte sua la ferma volontà di non farsi trascinare appunto dai bolognesi, in un conflitto con In Santa Sede, sommamente inopportuno e pericoloso mentre si stava svolgendo la guerra contro l'Austria, poiché avrebbe potuto suscitare contro al Piemonte nuovi nemici in difesa del Papa. Pericoloso altresì quell'eventuale conflitto, perchè avrebbe, potuto eccitare maggior­mente in Francia l'ostilità del partito conservatore contro alle aspirazioni