Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; PINELLI PIER DIONIGI ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1918>   pagina <575>
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hawi una tremenda e feroce oligarcliia di governi,, ciascuno dei quali non può nulla senza gli altri o contro gli altri, e a tutti importa perla propria conservazione d'impedire che nulla si tocchi e si rimescoli
Gii uni, dispotici, comprendono che ogni moto sarebbe la rovina loro ; gli altri, mezzo liberi, e tanto infensi a una maggiore libertà, quanto ad un'intera servitù, veggono che ogni mutazione importe­rebbe la guerra, e la guerra parziale tarderebbe poco a diventare guerra universale, lunga, distruttiva; dalla quale nascerebbe senza alcun fallo la morte loro, perchè la guerra abbisogna per chi vuol vincere di un grande ed eccessivo sollevamento d'animi, e di concetti superlativi, e torrebhe via il principale ostacolo della repubblica ; giacché la maggior parte di quelli che l'abborriscono in Francia per amore della pace, e dei godimenti e guadagni che ne seguono, l'ame­rebbero, quando vedessero la guerra inevitabile, e necessaria la vigoria di una plebe repubblicana. Di ciò discorrerò più a lungo, parlando della Francia. Soli, nella schiavitù universale, si possono chiamare liberi i popoli, in quanto essi, per operare e rimescolare il mondo, non hanno d'uopo né di congressi, né di ministri, né di diplomi, né d'imbasciatori, ma solamente di vigore d'animo, di concordia e di quella prudenza, che sa temporeggiare a proposito, ed aspettare le occasioni. Vedi che ai dì nostri non s'è fatto alcun cangiamento civile a prò della libertà, che non sia stato partorito dalla rivoluzione.
Un secolo di trattati e di sforzi pacifici non avrebbe potuto operare un centesimo delle mutazioni fatte in tre soli giorni da una sommossa del popolo parigino. Questa sommossa ancor fresca, recente e non adulterata ne' suoi effetti, produsse la rivoluzione del Belgio e la sua separazione dall'Olanda. Mancò nel seguito, perchè il nuovo governo, pensando a conservarsi, e proponendosi un fine comune coi despoti, vide che dovea collegarsi con essi, e contrastare ad ulte­riori innovazioni, e cosi, frenando il popolo colla paura della guerra, e i principi forestieri colla paura della repubblica, operò in modo che da una parte si legittimasse ciò che fatto s'era, e dall'altra si chiu­desse l'adito a maggiori novità, Le riforme che succedettero nel seguito in alcune parti di Europa furono effetto dei forte volere dei popoli rispettivi, anzi che delle pratiche del governo francese. E senza par­larti della Polonia, e dell1 Italia centrale abbandonata e tradita, vedi che gli stessi cangiamenti, riusciti in Isvizzera, perchè il popolo volle e si mostrò, furono lasciati soffocare nella Lega germanica : e che né il Bill di Londra, né i nuovi ministri dì Madrid avrebbero avuto luogo, senza le spaventose congreghe di Bìrmingam. e le proteste armate dei Catalani. Anzi è chiaro che il governo francese fece ogni suo potere per consertare il Zea, e quindi il Burgos ; che senza gli