Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <389>
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monti consentono li rettificare, eoa evidente sicurezza* imi afiVrtaaxiotte ripetutamente l'atta da Gasparo Finali e ohe ultimamente si è di avevo letta nette
Secondo il Fin!, dunque* l'idea di unire in Lega di mutuo soccorso dopo l'armistizio di Villafranca. Modena* la Toscana e le Romagne fa del Farina. Scrive il Finali che uno dei pia gravi affari che trattò quando era segretario del Gpriani a Bologna fu senza dubbio quello propugnato dal Ferini e dal Cipriani in ciò concordi, per {ormare dei quattro Governi del ritaha centrale un solo Governo ed uno Stato. In altro punto delle uè Memorie il Finali toma a ripetere che la iniziativa (della Lega) era del Ferini. Le cose sono invece evidentemente diverse come dimostrano in modo ben chiaro i nuovi documenti qui sopra pubblicati.
La prima proposta concreta di costituire una Lega fra Modena e la To­scana fu fatta al Bicasoli dal Ferini il 30 luglio in un dispaccio nel quale egli riferisce il ritiro delle troppe piemontesi da Modena, la conseguente cessa­zione del suo officio di R. Conmnssario Sardo e la uà immediata assunzione del dittatoriato. In quella stessa lettera il Formi così accenna m precedenti trattative e indirette per la costituzione detta Lega, alludendo evidente­mente alle proposte fatte dal Governo di Bologna e ricordate da questo nella credenziale rilasciata a Giovanni Malvezzi il 18 luglio;
Spero che 'WELvY. vedrà in questo avvenimento un motivo di più per recare a pronto effetto la lega militare fra la Toscana e il paese che rappre­sento circa la quale abbiamo già avuto pratiche indirette e che per la pre­senza dette truppe Toscane in queste Provincie ha già avuto cominciamento di attuazione. Possa questa nostra unione per hi difesa comune essere germe di avella unita federativa ohe un possente alleato consigliò alle genti ita­liane . ') In un successiva dispaccio del 2 agosto il Farmi esclude recisa­mente l'accessione dette Romagne atta Lega ch'egli desiderava concludere con la Toscana, dandone le seguenti ragioni:
Nel dispaccio in cifra dicevo non essere per ora netta mia intenzione il conchiudere leghe con Bologna* Ora mi e d'uopo dare a questo pensiero una fórma anche più assoluta, poiché e troppo chiara la differenza ohe passa fra il restauro del Dnea di Modena e detta dinastia lorcncse e la quistione degli Stati Romani. Esponendo questi pensieri so di mantenermi fedele a I quello spirito di prudenza politica di che la Toscana ha dato così chiari e felici esempi all'Italia, poiché dalla pia grande prudenza e dulia più grande .energia noi abbiamo, in pari tempo, bisogno per difèndere i sacri interessi detta patria comune da etti finalmente dipendono anche gl'interessi delle Provincie bolognesi
Cotte forze di cui dispongono Toscana e Modena, coli-appoggio unanime dette popolazioni, con le coedizioni dell'ordine che sapremo mantenere in­tero, potremo regolarmente .trattare con una parte dell'Europa in nome del nostro particolare diritto. È quindi d'uopo per noi lo schivare ogni appa­renza che, riunendo in una sola due differenti situazioni, ci confonda invece con quel diritto prevalente che domina la quistione romana .=l
Vi Archivio di Stato Pinose. Minkiftto dell'Interno 1850. Basta SMO. fitte. SOQ. s) Archivio di Stato Ptarait, lae. dt.
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