Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <397>
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intorno alla origina delio Loga dell'Italia Centralo noi 1859 97
GABRIELLO ROSSI A BRIGIDA TAMARI A BOLOGNA
Gentilissima Signora. Di Firenze U 25 luglio 1859
L'opinione invalsa presentemente o che soltanto Napoleone III ci può Cogliere dal non ricadere sotto gli antichi Governi, dunque con sommo dispia­cere, ma con somma buona fede, dobbiamo prima di tatto cercare di avere un Consiglio dal buon Re di Piemonte, onde non comprometterlo in faccia al suo alleato, poscia entrare con energia nella strada tracciataci, cercando di allontanare tutti quegli imbroglioni ebe, dopo firmata la pace, sono ri* tornati da Parigi, da Svizzera, e da Londra parlando sempre del bene che può lare Napoleone HI all'Italia e del modo di salvare l'Italia centrale fa­cendone un regno e nominando il cugino suo il Principe Napoleone.
Già in questa idea lavora il Montanelli ed il Romano Pietro Stcrbini, come pure, mi dicono, il Farini, sapendo egli che difficilmente sarà permesso di unirci al Piemonte. Credo per noi meglio, onde non avere le restaurazioni, od altri Principi favorevoli all'Austria, valerci dell'influenza francese, e salvare così il nostro paese; tanto che i Governi deboli della Toscana e delle Romagna sdegneranno i buoni e forse permetteranno agl'imbroglioni di disturbar l'or­dine, onde poter dire ebe per rimettere l'ordine è stato necessario intervenire e nominare un Principe ebe per le sue relazioni potesse fare sicura a pace.
E se ciò avvenisse, creda bene ebe se ora abbiamo le malve ebe ci gover­nano, allora avresaimo gl'imbroglioni che forse la Francia ha mandato qui perchè lavorino in questo senso ... .
GABRIELLO ROSSI A BRIGIDA TANARI A BOLOGNA
Gentilissima Signora. Di Firenze li 30 luglio 1859.
Con mio sommo dispiacere, ma la fusione col Piemonte mi paro impos­sibile, bisogna adunque che sovr'ogni altra cosa le tre Provincie unito prote­stino assolutamente contro qualunque specie di restaurazione, poi di fare atto di fusione quand'anche fossimo certi di non potersi ottenere; rimarrà al futuro. In seguito cercare ebe non sia a noi dato un Principe già di Casa regnante per diritto legittimo, la forza non sarà usata; dunque, se stiamo uniti, e se manteniamo l'ordine potremo col tempo ottenere quel che la volontà universale vorrà.
Soltanto mi dispiace che i Governi nostri non si contengono troppo bene per questa unione; la Toscana fa coniare moneta ed invece di coniare mo­neta italiana, fa coniare fiorini toscani, come dal decreto di ieri, Bologna [invece di adottare il Codice piemontese, adotta il Codice Napoleone; insomma pare non ai voglia nel fatto l'unione, mentre la si grida con lo parole.
Finalmente ho parlato col Cipriani e gli ho parlato lungamente, e sembra aia stato contento di me, verrà a Bologna subito che sarà richiamato il Foli-con egli crede che le Legazioni non torneranno mai più sotto il Papa, so manteremo l'ordine, saremo uniti all'India centrale, difficillissininmcnte del Principe Napoleone; paro maggiore probabilità per In Duchessa di Parma, che a me piacerebbe ancor meno, ma stiamo fermi al nostro programma: non restaurazione ed unione all'Italia, e perdo al Piemonte.