Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <398>
immagine non disponibile

398
Aldobrandino Malvezzi
La Toscana e Modena, veda, grande anione no hanno vaiata lare: la lega difensiva con le Romagne, ma soltanto la lega per l'ordine, che mai non mancherà in questi paesi; di lega o doganale o politica non ai e volato far parola. I Toscani ed i Modenesi hanno avuto timore di peggiorare la la aorte facondo lega difensiva eon noi ... .
GABRIELLO ROSSI A BRIGIDA TANARI A BOLOGNA
Gentilissima Signora. Di Firenze li 31 luglio 1359.
Facciun di tutto per ritrovar denaro; negli ecce*-ivi pericoli Insogna aer virai molte volte di straordinari mera. Quando vennero gli Austrìaci a Bo­logna nel 1849 si fecero spese che si dicevano non potersi fare nel tempo di libertà. Per la venuta del Papa quante spese I Dunque pel popolo per l'Italia i plutocratici non faranno mai niente?
Prima di cedere e di morire, chi: morte ei arrecherebbe l'anarchìa delle truppe del popolo, si tenti qualunque straordinaria misura. Ella saprà pei da Rusconi come ogni piccolo Stato rivoluzionario pensa di campar solo e non s'avvede che la morte d'uno strascina con sé la morte degli altri.
Si ferma una lega d'ordine, ed al disordine, per la mancanza di denaro, chi potrà rimediare? Ogni giorno vedo Cipriani e ci parlo a lungo -. .

Il 12 agosto in un dispaccio al Ministro degli Esteri di Bologna, il Pepali, Gabriello Rossi scrive: Ella stia pur certo che quanto per me si potrà sarà fatto, onde l'armonia e l'unione sempre più si stabiliscano fra queste Provin­cie Italiane. Credo che la Lega sia dai popoli di queste molto desiderata, non so se altrettanto dai Governi. Un dubbio pusillanime di alcuni li fa cadere nell'errore in cui cadde il Governo bolognese nel 1831, quando per non rompere l'intervento disarmò il General Zucchi .e i suoi soldati al nostro confine .
D giudizio del Rossi circa l'ostilità dei dirigenti toscani alla Lega, oltre­ché nell'ulteriore svolgimento dell'azione governativa toscana rispetto ad essa, trova conferma nell'opinione di un nomo eminente che, pur non facendo parte del Governo di Firenze non poteva da esso essere trascurato, cioè nel­l'opinione di Gino Capponi, cosi riferita dal Massari, in data 19 giugno: Gino Capponi e furioso autonomista fino a dire che la Toscana è una don­naccia disputata fra due soldataccL Sono parole indegne . ')
L'ostilità del Piemonte alla Lega e precisamente quella dei Governi succeduti al Cavour dopo Villa franca, muoveva da altre eonriderastom. Da una parte si temeva che, una volta fra loro uniti, gli Stati dell'Italia centrale avessero potuto prender gusto all'autonomia costituendosi in uno Stato indi­pendente.
Nel settembre Farini scrisse a Marco Minghctti: I Ministri di Torino dicono e fanno dire: non promovete nell'Italia centrale una unione così
1) 6. MASSAW, DIVIV. p. 3BS.