Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno
<
1958
>
pagina
<
399
>
intorno alla origini' fetta foga dall'Italia Cenimi* mi ISSO 399
fatta, ohe possa ninnare la via ad uno Stato uuejvOw E in questo ri accordano con i Ministri toscani, i quali dei loro dubbi scrupoli danno la stessa ragione. D'altra parte il conte Cavour fa dire: Andate avanti, unitevi e unite, e chiamate reggente il principe di Carignano . ')
Circa all'attitudine del Piemonte rispetto alla questione dell'Italia centrale, il 1 novembre Antonio Panieri ancora cosi scrìsse da Londra al Massari: k- TI pericolo che nasca qualche diavolo da cui poi vengano conseguenze; fatali nelle Romagna ri vede assai bene anche qui, ma come ai pud impedire ? Dall'altro lato non bisogna illuderci: l'inerzia di cotesto Governo disgusta tutti i nostri amica, e toghe In confidenza in esso. Pare che ai pensi a conser-vare quel che ri è ottenuto cjuoeumoue modo a che ri guardi a tutto quel chr si è fatto come se fosse stato pel Piemonte e non per l'Italia. Questo crea molti partigiani a Garibaldi come al solo che onestamente crede ed osa. Insomma, se Cavour non prende il timone, ti ripeto che riam fritti .*)
B giorno 16 settembre il Bossi scrisse al Mughetti per informarlo dell'andamento dell.* difficili trattative con Bettino Ricasoli per la costituzione della Lega fra gli Stati dell'Italia centrale. La data di tale lettera, seguita il 18 da altra intorno al medesimo argomento, e pubblicate qui appresso, lascia ragionevolmente supporre ch'essa (base stata provocata da una richiesta d'ìnformarioni fatta dal Minghcttj. Ciò sembrerebbe attestato anche dal fatto che le due ricordate lettere sono le sole, fra le moltissime che in tutta la sua vita il Bossi avrà certo scritto al Mughetti, che questi abbia conservato, evidentemente quali documenti politici che lo interessavano in special modo, perche in quel mese di settembre le laboriose trattative per la conclusione di una efficente lega fra gli stati dell'Italia centrale che sembravano assopite dopo la conclusione dell'accordo militare di Modena, ricominciarono per iniziativa del Governo di Bologna al quale non garbava affatto l'attitudine d'inconcludente attesa adottata dal Governo toscano;
Ma ciò, a quanto pare, dispacque al Farmi, che in proposito scrisse al Minghettù <e Le cose di Bologna vanno alla peggio, se non sono belle per se stesse le fa bratto la nervosa imbecillità di chi le regge. Montanari è un pasco per paura d'ogni qualità. Ma basti di loro, che spero non durino molto in seggio, altrimenti ci compromettono tutto .
Nel settembre il Governo di Bologna conscio della necessità ed urgenza di addivenire ad un accordo politico economico con gli Stati limitrofi che chiarisse e consolidasse finalmente la situazione equivoca e precaria, nella quale da tre mesi si trovavano le Romagne, non altrimenti che la Toscana e Modena, a costo di compromettere tutto , comò temeva il Farinì, invio a Firenze Emanuele Mnrliani, affinchè cercasse di vincere l'ostilità e resistenza del Ricasoli che rendeva impossibile la tanto desiderata sistemazione generale.
Il Marliani fu annunziato al Ricasoli da Gioacchino Popoli con la seguente lettera e raccomandato a luì persino dal Massari con un biglietto da Torino iridata 3 settembre. ') Come mal e perchè il Massari che il 27 agosto aveva scritto a Vincenzo Ricasoli pregandolo di esortare il fratello Bettino a non
) L. Liri-AiiiNi,.MingfrMi, 1.p. 333.
S) Archìvio Vbeoatl Vsaojta. Fondo Mannari, inedita.
9) Archivio, di Stata Fireaxo. Minuterò dell'Interno 1859. Busta 3190, fase, MS.