Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <400>
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Aldobrandino Malvezzi
coaoludnrc lega alcuna eoa gli Stati dell'Italia centrale abbia potato, una settimana dopo, raccomandargli di accogliere Marliani ohe andava da ani proprio per cercare di persuaderlo a concludere la Lega* davvero non ti comprende.
Gioacchino Pepati cori scrisse al Ricattali; I
Chiarissimo Signor Barone Bologna, 14 settembre L859-
Benché io non abbia l'onore di conoscerla personalmente mi è peto nota la sua cortetóa per me: e; perciò oso scriverle direttamente.
Al Cavaliere Marliani abbiamo affidato una missione presso il Governo da Lei presieduto: ma io stimo di rivolgermi direttamente allo illustre presidente del Ministero, e rinnovare presso di luì le> preghiere perché si accòlgano le nostre domande, ma ciò in modo confidenziale.
Io per me etimo che l'unico modo di raggiungere l'annessione al Pie­monte è di proclamare intanto l'annessione fra noi perchè ciò faciliterà Pac-cettaziono del Re- Senza un'unione pronta temo che si avranno soluzioni par­ziali* Gli Italiani dunque tutti confidano in Lei, Signor Barone, e sperano ch'Ella con questo fatto generoso, compirà l'opera nazionale.
Io colgo questo incontro per esprimerle i sensi della mia più alta e distinta considerazione. 0bh. servitore
G.K. Pepati*)
TJ Marliani andò a Firenze, perorò eloquentemente la causa affidatagli, poiché era buon parlatore, ribatte le obiezioni politiche ispirate dalla gran­dissima prudenza del suo interlocutore, poiché era esperto politico, ma tutto fu vano, gli riuscì impossibile di convincere il Ricasoti, onde il suo atteggia­mento irremovibile durante le trattative procurò al povero ambasciatore di Bologna un forte travaso di bile con alta febbre che Io costrinse al letto per alcuni giorni-Delie trattative del Marliani, Gabriello Rosai scrisse al Mughetti nei seguenti termini:
Carissimo Amico, Di Firenze li 16 settembre 1859.
Jeri vi scrìssi in fretta perchè partiva In posta, ora con piò comodo vi dirò le ragioni di Ricasoti per non aderire atte insinuazioni del:'Gay. Marliani; egli dice:. Io; ho proclamato alla faccia dell'Europa che noi siamo stati accet­tati dal Re del Piemonte, e che perciò noi non ci crediamo piò liberi, e sciolti da ogni vincolo di sudditanza come per Io passato durante il governo prov­visorio, nel quale potevamo far atto di sovranità, ora il Governo di questo paese e governo del Re, ed-al Re soltanto sta l'ordinare qualunque cosa; noi possiamo continuare nello stato nostro, ma non per far atti da sovrano, come proclamare statuti, decretare moneto ecc. So il Piemonte o per meglio dire il Re, mi soggiungeva egli, mi facesse credere che quanto domanda Mo­dena, Parma, e le Romagna fosse a lui conveniente e Io desiderasse, io lo
>) Archivio di Stato Firen2, loc. vi'., ed arm in Cartrffi Ji B. ttUotelitti., voi IX. p. 265.