Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <401>
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Intorno alla origino delia Lega dtdVlitdUt Centrale nel 1859 *0.1
tinti subito volentieri; ma il Re od il ino Governo sembra anzi non deside­rarlo. A queste ragioni buono certamente, io ne opponeva altre, cioè il van­taggio dell'unione: o perchè In diplomazia non avrebbe balestrati quattro milioni d'uomini uniti aventi cinquantamila soldati, pronti a batterti, e che la diplomazia vedendoci turni, forti, e facenti atti di energia e non temendo del provvisorio, è eerto, che avrebbe tollerato molte cose, clic non le sareb­bero piaciute; né il timore di un'Italia centrale ci avrebbe dovuto ritenere, perchè un'Italia centrale francese, l'Europa non l'avrebbe permessa; Austriaca gli Italiani e la Francia non Io sopporterebbero. Vero è che l'Inghilterra, cui forse più di ogni altra potenza, piacerebbe quest'atto di unione, pure nulla farebbe per noi se Austria e Francia noi volessero; e ci abbandonerebbe come fece nel 1849, ed anche nel 1831, e nel 1815. Dunque se Voi credete essere vantaggiosa all'Italia ed al Re l'idea dell'anione di quattro stati, prima di quella di fatto col Piemonte, fate che una parola di Consiglio del Governo del Re venga diretta alla Toscana, e tutto aure fatto, se poi credete che Toscana abbia ragione, imitiamola il più presto possibile, e facciamo, che il Re sia costretto ad accettarci, ed a prendere in faccia all'Europa una posizione tale che possa avere vóce forte nel Congresso. Chi possederà quasi 14 miglioni (sic) di uomini, non è uomo, se vuole, da non potere soste­nere la propria volontà anche colle armi. Riveriscimi la tua Si.g.ra Madre, e saluta per me i Suri Amici. Ho scritto a te tutte queste cose perchè a Pe-poli non scrivere che d'uffizio quando saprò il certo; le opinioni mie possono eaexe soltanto per gli amici che stimo, ed ai quali eredo essere il vero bene della patria il primo loro desiderio. Se valgo a servirti non hai che a dirlo e credimi sempre JJ Tuo Affez. Amico
Gabriello Rossi
Carissimo amicò, Di Firenze li 18 settèmbre 1859.
Vi ringrazio della vostra lettera, ma accertatevi che lo spauracchio principale di questi Signori Ricasoli e Salvagnoli, è l'opinione, che unita all'Italia centrale, l'Austria per non. vederla unita al Piemonte e.per avere un compenso, in oriente, concedesse alla Francia di mettervi Napoleone, ciò non azzardano di dire* ma ciò pensano e credono che non uniti i quattro Stati, mai azzarderebbero di spodestare i principi legittimi per darai al Prin­cipe Napoleone, nulla considerando gli altri ostacoli, che come voi dite bene. Europa tutta porrebbe a questa combinazione, ma oppongono che Francia ed Austria unite, Europa tacerebbe; giacché Inghilterra non può fare ora la guerra continentale; Prussia c/Russia hanno troppo a pensare per l'interno loro. In quanto a noi credono, che il Re non accetterà la nostra deputazione, e non è male questo timore perchè come ultima credo diverebbo (sic) se non ridicola, certamente nojosa cosa, il dover;, dire quasi sempre le stesse cose, e sentirsi ripetere le stesse promesso. Unica maniera di far tacere tutte le obbiezioni sarebbe una parola un indizio del Governo di Torino a quello di Toscana; tanto più che meravigliano, che voi, ; Marliani che ueìje stati da pochi giorni a Torino, nulla assicuriate sulla favorevole accoglienza che il Governo potesse fare a questa progettata unione. Di Voi meravigliano più d'ogni altro, sapendo le vostre relazioni ed aggiungono, dica egli, una parola soltanto a nome del Governo, ed allora tutto si farà.