Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
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1958
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Aldobrandino Malvezzi
U Pcpoli mi hu fatto rimproveri per aver crino a Voi e non a lai* credevo avesscgli scritto Marliani. Gli ho crino anche oggi. Rivenirmi la vostra Sig.ru Madre aiutatemi gli Amici, e credetemi sempre
Q Vostro Amico Gabriello Rosvi **
Il barone Ricasoli col seguente dispaccio espose al colonnello Cipriaci i motivi che lo avevano indotto a respingere le domande di Bologna preses-tategli dal Marliani:
Eccellenza Firenze 17 settembre 1859.
H Conte Marliani incaricato presso il Governo della Toscana dal Governo delle Romagnc mi ha onorato della sua visita, ed ho avuto con lui più di va colloquio intorno all'argomento di una unione più inthna ira i Governi dell'Italia centrale siccome più efficace a condurre quella unione col Piemonte che le nostre Assemblee hanno deliberata.
Debbo però confessare all'È. V. che il Conte Marliani non è riuscito a trarrai nella sua opinione quantunque politico accorto e sottile ragionatore ed eloquente parlatore. È ferma nell'animo mio la convinzione ohe l'unione proposta sarebbe atto di separazione dal Piemonte si perchè sarebbe la negazione di quel diritto che nel Re si è trasfuso pel voto delle Assemblee e l'accettazione sua; diritto nuovo che ci fa virtualmente soggetti al suo scettro e quindi ci vieta Ogni atto proprio della sovranità, gì perchè sarebbe la preparazione, o almeno la facilitazione ad eventuali e possibili velleità diplomatiche di costituire di questi Stati un regno dell'Italia centrale
Ho sviluppato più ampiamente questo tema in un dispaccio del 14 corr. al Dittatore delle Provincie Modenesi e Parmensi del quale trasmetto copia all'È. V. desiderando che le mie ragioni siano trovate buone e valgano a mettere i Governi alleati ed amici nella piena concordia dei modi, come già sono nella pienissima concordia quanto alla sostanza.
Alle ragioni che l'È. V. "ritroverà allegate nel citato Dispaccio viene oggil ad aggiungersi molto opportunamente un fatto importante ed e l'arrivo a Firenze di un Incaricato del Governo di S. M. per procedere a tutti quegli atti di unificazione che nello stato attuale delle cose saranno possibili. Il Medesimo Incaricato si reciterà certamente a Bologna ed a Modena e così verrà a compiersi quella assimilazione secondo il mio concetto, degli Stati dell'Italia centrale, non fra di loro, ma col Piemonte.
È cosi radicata nell'animo mio la convinzione che ogni atto di unione fra Province centrali senza l'intervenzione e il concorso del Piemonte porta pericolo di separazione da quello, e che per lo contrario l'unione attuata cogli stcsHi procedimenti fra le nostre Provincie e il Piemonte riuscirà a stringere e consolidare quella nazionale compage desiderata dall'Italia, da molti in Europa invidiata, che sarà scusata la mia ripugnanza ad ogni proposta non conforme a questo indirizzo. Le sorti d'Italia sono nelle mani degli Ita-
i) Biblioteca leu'ArchItjianuio, Bologna. Cutcggfo Miazbetti 100/1, 100/2. Parto di questo lettera è tuta pubblicata dalla Lfppariai dia tua bella biografia del Miaaheti.