Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
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1958
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403
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Intorno alla orìgìnù della Lega dell'Italia Centrale nel 1S59 403
Batti, Ogni giorno ed ogni nuova informazione me ne a sicura e mi conferma, nella necessità di non cambiare indirizzo politica, necessità di cui. vorrei trasfondere la convinzione profonda nel animo de* miei Colleghi Reggitori delle Provincie sorelle ... . *)
Nel suoi dispacci al ministro Pepoli nei quali egli gli rende conto delle difficoltà ed opposizioni incontrate dal Harliani a Firenze nell'adempimento della sua missione, Gabriello Rossi commenta con molto acume l'atteggiamento del Governo Toscano. TI Rossi mostra di non attribuire grande mi-portanza alle argomentazioni del Ricasoli contrarie alla conclusione della Lega, tant'e vero che non. le ribatte, bensì le considera nell'altro che la manifestazione di una particolare mentalità. Secondo il Rossi l'attitudine del Governo Toscano non era in realtà dettata da un disciplinato conformismo alla direttiva, o, in effetto, alla mancanza di direttive del Governo Piemontese, bensì quell'ostentato ossequio ai diritti nuovamente acquisiti dallo scettro di Vittorio Emanuele non era altro che un pretesto per non prendere una decisione, por non addossarsi una responsabilità.
Questa idea è molto esplicitamente espressa dal Rossi in un dispaccio del 19 settembre: ... ÀI principio dell'anno la moneta italiana, sarà la moneta legale della Toscana, e credo faranno coniare la moneta a Torino, mandando colà le verghe metalliche, giacché non saprebbero quale impronta porre sulle monete, dicon essi, senza compromettere il Re. Oh, l'energia, non pare sia la qualità superiore di questo Governo! Ogni atto un poco forte lo: spaventa, esso vorrebbe che il Piemonte si prendesse questo Stato, onde non avesse ninna responsabilità dei fatti che si van facendo, e poter sempre dire: foste voi che l'ordinaste, noi non facemmo che obbedire.
Tanta è l'abitudine che forma la schiavitù di molti secoli! Poiché, quando anche vengon tempi nei quali si riacquista la libertà, i popoli abituati a servire rimangono nel fatto sempre schiavi, ed amano che altri facciano per loro e non vogliono fare ni sacrifici, ni assumere responsabilità; vogliono essere governati e condotti in tutto e per tutto dal Governo, quasi fossero pupilli, non atti a liberamente eseguito ogni loto azione, o determinazione.
Oltre le difficoltà che le esposi, nella passata mia informazione, aveva questo Governo contro la proposiziono Marliani affermato esservenc anche una legale, e cioè: che la convocazione di tutte le Assemblee in una sola mancherebbe di legalità, perchè le attuali Assemblee non hanno mandato a ciò ed unirle senza prima averne consultato i mandanti, o consultarli presentemente per ciò, non par loro essere senza grave pericolo; così almeno van essi dicendo; poi li spaventa ancora, che unite le Assemblee, non avvenisse che qualcuno parlasse in modo da compromettersi in faccia alla diplomazia europea, ed una nuova Assemblea silenziosa parere loro ridicola o citano il Débats, che dice di esservi ora alcuni che amano la malattia del silenzio, come quei malinconici che sì compiacciono del loro male* e di quanto maggiormente dovrebbero temere e fuggire . **
La pungente critica del Rossi alla politica toscana gli era evidentemente ispirata dalla concezione antitetica ch'egli aveva del carattere intrinseco del
0 Archivio di Stato Fìreruo. xbatacro oeU'Interao 185. Bu.ta 3190. tate. SOS ed ora la Carusi di B. Ritmiti cu., voi. DE, pp. 281-282. *) Archìvio Popoli.