Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <405>
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Lo nuove pressioni del Merliani e dal Rossi non imouero il R ir asoli *l*un palmo.
La successiva fatto delle coal laborioM vicende della Lesa dell'Italia eesv frale, dopo l'insuccesso della niaaione Marliuni. e alla quale accennerò solo molto sommariamente* perchè pare che il Roma non vi abbia avuto parte, ai evolse a Pratolino nei dintorni di Firenze. In {nel bel luogo il 28 ottobre* convennero Leonetto Cipria col segretario Gaspare Finali ed il barone KicaRoH.
Quanto avvenne in quel convegno, secondo il racconto poco chiaro ebe ne fa il Finali, a noi sembra molto singolare. Si trattava di discutere una pre­posta portata da Torino dal colonnello Raffaele Cadorna di disdire la Lega militare fra i quattro Governi dell'Italia centrale, licenziare metà dell'esercito e congedare Garibaldi e Fanti .
Parrebbe che a tale proposta, che avrebbe dato il colpo di grana alla laboriosa costituzione della Lega, fosse favorevole il Cipriani, sebbene pochi giorni prima, e precisamente il 19* egli avesse firmato a Bologna un Rego­lamento sulle attribuzioni e rapporti del Comandante Supremo delle forze militari della Lega dell'Italia centrale . *)
Era noto che i generali Fanti e Garibaldi avevano grande desiderio ed impazienza di agire nelle Match?, compromettendo in modo gravissimo il Governo Piemontese, onde bisognava trattenerli ad ogni costo, sebbene il Cipriani avesse letto quella lettera, ch'era stata intercettata* scritta il 15 agosto dal Mazzini dal suo nascondiglio di Firenze al generale Pietro Roselli, nella quale lo incitava a piombare su Perugia, riconquistarla, poi* di terra in terra, a marce rapide, lasciando Roma da banda per ora, grànge re al­l'Abruzzo e cacciarsi dentro 9. D'altra parte era noto, penino a Londra, ebe il Governo Pontificio si stava preparando alla riscossa, onde l'indebolire la difesa delle Romagne sarebbe stato un madornale errore ed un rischio immenso.
Proprio nell'ottobre, Sir James Hudson* Ministro d'Inghilterra a Torino, cosi scrìsse da Londra il giorno 2 a Giuseppe Massari: Antouelli è infatuato e si sta preparando per attaccare l'Italia centrale* egli dice ebe preferisca ripetere gli orrori di Perugia, anziché fare la più piccola concessione alla li­bertà . s' La notizia del vivissimo desiderio del Governo Pontificio di recu­perare lo Legazioni doveva essere molto diffusa nelle alte sfere politiche di Londra* poiché il 25 ottobre, quasi a conferma degli avvertimenti dell'Hudson, anche Antonio Panizzi scrisse al Massari: U Papa comincia a dar segni di paura. E pronto a far tutte quante le riforme ebe gli i posson domandare, purché gli PÌ restituisca prima Bologna .*)
Malgrado le Acerbe critiche del Farmi e la sicurezza dimostrata dal Go­verno Toscano col negare aiuto alle Romagne* considerandolo evidentemente superfluo, la preoccupazione dei ministri di Bologna e il loro desiderio d ap­poggio era dunque ben giustificato. Ma l'ottobre segnò un punto morto nelle vicende dell'Italia centrale, onde il Farini, impazientito dell'attitudine ne-
1J Archivio di Stato Firenze. Ministero deirintcrnr> 1859. Basta 3190, fisse 200. *) Archivio Visconti Venosta, Fondo Massari, inedita, *) Archivio Visconti Venosta, loc eli